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Acqua e cultura: tra filosofia e mitologia
Le Acque Primordiali nella Cosmogonia
Greca
Il
pensiero mitico greco non presenta una versione "ortodossa" della
formazione del mondo, ma tante varianti. Infatti, la Grecia antica
non possedeva testi sacri o istituzioni che stabilivano una verità divina.
Così, accanto alla tradizione esiodea, che considera Terra
(Gaia) come origine di tutto il mondo, ne esisteva un'altra che
poneva all'origine una coppia di divinità primordiali
associate all'acqua, Okeanos e Tethys.Cominceremo esaminando
la loro funzione nella formazione del mondo, sia essa raccontata
in termini mitologici tramite una genealogia oppure in termini
più astratti tramite immagini fisiche. Considereremo quindi
il ruolo di queste entità primordiali dopo il compimento
del processo cosmogonico.
La coppia ancestrale di Okeanos e Tethys rappresenta lo stato anteriore alla
genesi del mondo. Okeanos era allora un fiume dal corso potente e non delimitato,
quindi amorfo, visto che la terra e il cielo non esistevano ancora. Non di
meno, era un essere vivente maschile che aveva come compagna Tethys, anch'essa
una massa di acqua, indistinguibile di quella di Okeanos, ma femminile. La
loro unione dà vita a numerosissimi figli. In questa tradizione, la
sostanza primordiale è quindi concepita come un fluido illimitato ma
dinamico nel suo movimento e anzi tutto vivente e portatore di vita. Dalla
dualità maschile/femminile di questa sostanza primordiale, risulta una
fecondità inesauribile: questa sostanza contiene allo stato virtuale
il mondo intero.
La cosmogonia si svolge tramite un processo genealogico: dall'unione di Okeanos
e Tethys discendono tutti gli elementi costitutivi del mondo, come la Terra
(Gaia) e il Cielo (Ouranos). A questo punto della cosmogonia, questa tradizione
converge con quella esiodea: Gaia e Ouranos generano i Titani da cui discendono
i Cronidi, cioè gli dei olimpici tra cui Zeus e Era. Ma Terra e Cielo
non sono gli unici figli della coppia primordiale; da Okeanos e Tethys nascono
le fonti, i fiumi terrestri e infernali, Europa e Asia,e numerose divinità che
presiedono alla ricchezza e all'abbondanza. Una volta formato il mondo, i due
vecchi antenati vanno in un palazzo alle estremità del mondo. Ormai
il loro amore si raffredda e non si uniscono più: la loro funzione generatrice
così si conclude.
La formazione del mondo a partire da Okeanos e Tethys non è espressa
solamente mediante questa genealogia, ma anche tramite immagini fisiche, tramite
un discorso diverso nella sua modalità ma sostanzialmente simile. Dall'acqua
primordiale escono la Terra e il Cielo. La loro presenza relega l'acqua primordiale
ai confini del mondo che avvolge e di cui costituisce il limite. Questa posizione
marginale non impedisce a Okeanos di alimentare le fonti e i fiumi per vie
sotterranee. A loro volta, i fiumi alimentano i mari che confluiscono in Okeanos.
Tutti i continenti sono delimitati da queste acque e sono dunque prodotti,
generati, da Okeanos. Quest'ultimo, ai confini del mondo, ha un corso circolare,
ripassando sempre sulle proprie orme. Esiste tuttavia un punto dove le sue
acque riprendono un nuovo slancio, ad Est, chiamato le "sorgenti di Okeanos",
dove sorge il sole.
Infatti, se le acque primordiali hanno sviluppato tutte le loro vitalità con
la cosmogonia, conservano tuttora le loro antiche potenze anche si trovano
ai confini del mondo. Rigenerano il mondo assicurandone il mantenimento. Tutti
gli astri, tra cui il sole, si tuffano nel loro corso per uscirne rinnovati.
E per mezzo delle acque dei fiumi e delle sorgenti, sue figlie, Okeanos assicura
la fertilità delle terre, rendendo la vita possibile. Non a caso, le
dee dell'abbondanza sono dette le sue figlie!
In questa tradizione, l'acqua assume la funzione di elemento primordiale da
cui tutto proviene e nel contempo appare come la forza vitale che mantiene
il mondo irrigandoloe circondandolo. Intimamente legato alla fertilità e
alla generazione il suo potere è espresso dalla figura di una coppia
fecondissima.
Fonti:
J. RUDHARDT, "Eau (divinités de l') dans la mythologie grecque" in
Dictionnaire des mythologies sotto la direzione
di Y. BONNEFOY, Parigi, 1981.
Testo
di Nicolette Brout
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