Viaggio
in Cina.
La leggenda di Sun, il Fiume Azzurro e il Drago
In un tempo lontano, prima ancora delle grandi
dinastie e dei suoi imperatori, nella Provincia dell'Hunan,
o anche detta nel passato Xiang dal nome del fiume che l'attraversa,
piccoli gruppi di persone con i loro villaggi erano stanziati
lungo il Fiume Azzurro ed erano dediti soprattutto all'agricoltura.
Capo di tutti i villaggi era un uomo molto saggio che si
chiamava Yao.
Oramai vecchio pensò che era arrivato il momento
di nominare il suo successore. La scelta cadde su un bel
giovane da tutti tenuto in grande considerazione per la
sua intelligenza e la sua bravura. Sun, questo era il suo
nome, divenne presto il nuovo capo ed ebbe in moglie le
due amabili figlie del vecchio Yao, i cui nomi, É
Huáng e Nu Ying, ne rispecchiavano anche la grande
la bellezza.
Sun fu sempre molto vicino alle popolazioni dei villaggi
e cercò in ogni modo di migliorarne la condizione
di vita. Fu per questo che durante il suo governo tutti
vissero in pace ed armonia.
Ciò che tuttavia turbava la quiete erano le inondazioni
del grande fiume Azzurro che di tanto in tanto e all'improvviso
straripava. I campi e le case venivano completamente distrutti
dalla tremenda forza dell'acqua e dalla sua quantità.
Ogni volta bisognava ricostruire le case, coltivare nuovamente
i campi, riprendere con tanto lavoro e fatica la vita normale.
Si diceva che ci fosse un drago grande e cattivo che di
volta in volta appariva in luoghi diversi lungo il fiume
per portare distruzione e morte. Sun decise allora di andare
a cercarlo.
Cominciò quindi un lungo viaggio seguendo la corrente
del Fiume Azzurro. Dopo anni di ricerche vane la morte lo
colse improvvisa sul monte Jun Shan, proprio dove aveva
inizio il Fiume Xiang, un importante affluente del Fiume
Azzurro.
Le due mogli, non avendo notizie di Sun oramai da lungo
tempo, piene di malinconia e tristezza, decisero di seguire
i passi del marito lungo la corrente del Fiume Azzurro.
Passarono i mesi e i villaggi ma dell'uomo nessuna notizia.
Quando arrivarono al monte Jun Shan, decisero di proseguire
lungo l'affluente Xiang.
Non molto più avanti giunse la triste notizia della
morte di Sun. Il loro dolore fu incontenibile.
Le lacrime cominciarono a scendere copiose dai loro volti
e cadendo sulle foglie di bambù vi lasciavano piccole
macchie bianche.
Con il cuore pieno di tristezza si misero a guardare la
corrente e, non potendo raggiungere il corpo dell'amato,
pensarono che il suo spirito vivesse ancora nelle profonde
acque.
Con tanto coraggio e altrettanto amore decisero di buttarsi
nel fiume per seguire lo spirito del marito.
Il dio del Cielo venuto a conoscenza di questa storia decise
di nominare le due donne Protettrici del Fiume Xiang.
Ancora oggi il bambù macchiato di lacrime è
sempre lì, così come il monte Jun Shan, dove
ha inizio il Fiume Xiang. Le belle É Huáng
e Nu Ying lo proteggono e sono il simbolo dell'Amore Eterno.
Storia raccontata da Wáng Jìan e Zhang
Wén Tíng, testo curato da Grazia Gianfreda
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