RICERCA
Case Studies
Tecnologie
Best Practices
Zone ad alto
stress idrico
PROGETTI
Africa:
Congo (RDC)
America Latina:
Brasile
EDUCAZIONE
ALLO SVILUPPO
Formazione
Didattica
Campagne
RUBRICHE
DA SAPERE SULL'ACQUA....
IN VIAGGIO CON L'ACQUA!
ACQUA E CULTURA
L'ACQUA IN RETE

FILMOGRAFIA

A Guerra de Água (La guerra dell'acqua)
di Licínio Azevedo - Mozambico, 1995, colore, video, 70’
Durante la guerra civile in Mozambico, terminata nel 1992, gli impianti di rifornimento dell’acqua sono stati spesso danneggiati o distrutti. Nella stagione arida, l’acqua accumulata nel periodo delle piogge evapora velocemente, diventando un bene introvabile. Alla ricerca dell’acqua provvedono le donne, che arrivano a compiere sino a due giorni di cammino prima di trovare un pozzo funzionante.

Das Blaue Gold im Garten Eden (L’oro blu nel giardino dell’Eden)
di Leslie Franke - Germania, 2003, colore, video, 59’
Turchia, Siria e Iraq condividono i due grandi fiumi della Mesopotamia, il Tigri e l’Eufrate. La Turchia sta portando avanti il progetto GAP, un complesso di dighe che avrà conseguenze enormi per la popolazione e il territorio, oltre ad innalzare il rischio di conflitti armati. Una ‘terra promessa’ per il sud-est della Tuchia, un grave problema di sopravvivenza, invece, per Siria e Iraq.

Drowned Out (Sommersi)
di Franny Armstrong - Regno Unito-India, 2002, colore, video, 75’
"Questo è il cuore della politica, questa è la storia dell’India moderna" (A. Roy). Tre scelte possibili: stabilirsi in una bidonville, accettare di essere relegati in un campo di accoglienza o restare a casa propria e venire sommersi dall’acqua. Gli abitanti dei villaggi di Jalsindhi, nell’India centrale, devono decidere velocemente: tra poche settimane la loro terra finirà sotto le acque della diga del Narmada.

Eau-Ganga (Acqua - Il Gange)
di Velu Viswanadhan -
India, 1985, colore, 16 mm, 130’
Un poema per immagini, vincitore del Festival dei Popoli nel 1987, che risale il corso del fiume sacro dell’India, il Gange. Parte dalle campagne, attraversa le città per ritornare ai paesaggi aperti e incontaminati della sorgente. Un viaggio spirituale che avanza in perfetta armonia con la natura, facendoci immergere nel Gange, la grande madre, l’acqua primordiale da cui provengono e a cui ritornano tutte le cose.

La Roue (La ruota)
di Hugues Fontaine -
Francia, 1989, colore, 16 mm, 20’
In Egitto, nell'oasi di Dakhla (deserto libico), Hasan, Khedr e Abd el Men’em, gestiscono una delle ultime ruote ad acqua (sâqyah), così come aveva fatto il loro padre e, prima ancora, il padre del proprio padre. Intorno alla ruota si trovano pochi acri di terreno coltivato, circondato dal deserto. Per secoli la sâqyah è stata un elemento caratteristico del paesaggio agricolo egiziano.

Madame L’Eau (La Signora Acqua)
di Jean Rouch -
Nigeria-Paesi Bassi, 1992, colore, 16 mm, 120’
Damouré, Lam, Tallou, tre agricoltori nigeriani rovinati dalla siccità, decidono di fare un viaggio in Olanda per studiare il funzionamento dei mulini a vento. Obiettivo: l’approvvigionamento dell’acqua per l’irrigazione dei propri campi. Il grande Jean Rouch ne segue, con sguardo affettuoso, la trasferta e il ritorno a casa, dove i tre dovranno far funzionare il mulino e padroneggiarne la manutenzione.

Nieuwe Gronden (Nuove terre)
di Joris Ivens -
Paesi Bassi, 1934, bn, 35 mm, 30’
Photo: Joris Ivens, still from Nieuwe Gronden (New Earth), The Netherlands, 1933. © CAPI / Joris Ivens Archives. “Le dighe sono il simbolo dello spirito dell’Olanda. Noi olandesi siamo gli artefici dei confini del nostro paese”. Inizia così Nieuwe Gronden, in cui le nuove terre sono quelle olandesi, liberate dal mare con la costruzione della diga. Ivens insiste sulla contrapposizione uomo-natura, in un momento di complessiva crisi europea, realizzando un durissimo atto d’accusa al capitalismo.

Plaisirs d’eau (Piaceri d’acqua)
di Malek Bensmail -
Francia, 2002, colore, video, 76’
Il bagno come specchio di una cultura. Il viaggio di Malek Bensmail in quattro angoli del pianeta, Giappone, Finlandia, Turchia, Ungheria, racconta i diversi modi di concepire il rapporto con l’acqua, il suo profondo valore simbolico e rituale. Bagno come luogo di contemplazione o di conversazione, acque purificatrici o terme romane in cui si svolgono ‘attività sociali’ e, addirittura, un rave party!

Rudkhane Hanuz Mahi Darad (Nel fiume c’è ancora qualche pesce)
di Mojtaba Mirtahmasb -
Iran, 2002, colore, video, 42
Un fiume, fino a ieri pulito e pieno di pesci, oggi è solo un ruscello, inquinato e senza vita. Ma Ahamad Nadalian, artista ai margini, tiene viva la memoria dell’acqua e dei pesci, scolpendo immagini di animali acquatici sulle pietre del letto del fiume. Immediata la curiosità degli abitanti del luogo e, soprattutto, dei bambini, che vedono Nadalian come una sorta di "pifferaio magico" del ruscello.

Suzhou He (Il fiume Suzhou)
di Lou Ye -
Cina-Germania, 2000, colore, 35 mm, 83’
Un cameraman solitario si è innamorato di Meimei, ragazza-sirena di un night club. Lo sguardo del cameramen indugia, in soggettiva, sul fiume Suzhou, che attraversa una Shangai moderna e caotica. Film proibito in Cina, girato clandestinamente per le strade di Shangai, ben rappresenta la produzione dei cineasti cinesi di sesta generazione, divisi fra tradizione orientale e influenze occidentali.

Te hora (Purezza)
di Anat Zuria -
Israele, 2002, colore, video, 63’
Storia di una sottile ribellione femminile, all’interno del matrimonio e della sessualità ebraica ortodossa, raccontata attraverso il punto di vista regista Anat Zuria e di altre donne. “Per me era difficile comprendere alcuni concetti fondamentali, come quello del puro e dell’impuro... Il peso di questi vent'anni di osservazione del rito di purificazione mi ha spinta a realizzare questo film”. (Anat Zuria).

The River (Il fiume)
di Pare Lorentz -
USA, 1937, bn, video, 35’
In pieno New Deal rooseveltiano, su commissione del Resettlement Administration, viene realizzato The River, per mostrare gli sforzi compiuti dal governo nel domare il vecchio Mississipi. Ma The River è molto più di un documentario su commissione: la bellezza delle immagini, il ritmo del montaggio, la forza della colonna sonora rendono una descrizione poetica dell’orgoglio e della storia di un paese.

The Water Is Ours, Damn It! (L’acqua è nostra, dannazione!)
di Ravi Khanna -
USA, 2000, colore, video, 33’
Sotto la pressione della Banca Mondiale, la Bolivia ha privatizzato gas, petrolio, linee aeree, rete ferroviaria ed elettricità. Con la vendita del sistema delle acque di Cochabamba, terza città del paese, ha preso forza un grosso movimento d'opposizione popolare. Il film racconta come la popolazione sia riuscita a fare annullare il contratto di vendita dell'acqua alla statunitense Betchel Corporation.

Volga – Volga
di Grigorij Aleksandrov -
Urss, 1938, bn, 35 mm, 106’
Vincitore del premio Stalin nel 1941 (e film preferito dello stesso Stalin) Volga Volga è una commedia satirica, rappresentativa di quella propaganda sovietica che, secondo Aleksandrov, doveva "spianare la strada al comunismo". Dunja, l'eroina di questo atipico film musicale, è interpretata da Lyubov Orlova, l’attrice più popolare del cinema sovietico di quegli anni.

Water: The Hazardous Necessity (Acqua: una necessità rischiosa)
di Tina Viljoen -
Canada, 1977, colore, video, 26’
Acqua significa vita, ma un miliardo e mezzo di persone non ha accesso all’acqua potabile, e due miliardi e mezzo non dispongono di strutture sanitarie e igieniche. Le malattie derivanti dall’uso di acqua non potabile sono numerosissime e, spesso, mortali. Tuttavia, tra il morire di sete o il rischiare di ammalarsi, a causa dell’utilizzo di acqua impura, la scelta è immediata: l’acqua è una necessità, anche se pericolosa.

Window Water Baby Moving
di Stan Brakhage -
Usa, 1959, colore, 16 mm, 12’
Un canto, uno dei più belli di S. Brakhage, che traccia un ritratto appassionato e lirico della maternità. L’inquadratura del volto di Jane, sua compagna, che grida di dolore, si alterna a quella piccola Myrrena che nasce, ma anche a flashback in cui riappaiono le immagini del ventre radioso e del sorriso della donna, a ristabilire l’equilibrio tra il dolore del parto e la gioia della nascita.

(Selezione tratta dalla Rassegna "MADAME L'EAU - STORIE D'ACQUA" presentata al Festival dei Popoli di Firenze del 2003)

Contatta Finisterrae se hai film o documentari da segnalare per questa sezione !
Scrivi a: info@finisterrae-onlus.org