1.
Forum Mondiale sull'Acqua (1): presentazione di 1,600
azioni locali e lancio di nuove iniziative
2.
Forum Mondiale sull'Acqua (2): il diritto all'acqua
escluso dalla dichiarazione ministeriale
3.
Forum Mondiale sull'Acqua (3): il Forum Alternativo
4.
Crisi Idrica: il nuovo rapporto delle Nazioni
Unite si concentra sul governo dell'acqua
5.
Aiuti
allo sviluppo: analisi delle tendenze nei finanziamenti al settore
idrico
6.
Conflitti per l'Acqua: milioni di potenziali rivolte
per l'Acqua in India
7.
Europa: ancora enormi disparità nell'accesso
ad acqua potabile e servizi sanitari
8.
EcoSan: il programma per i servizi sanitari ecologici
a eThekwini, Sudafrica
9.
La rete della telefonia mobile per misurare le piogge
Le riflessioni:
10. Le
donne scacciarono la Coca Cola.... di Vandana Shiva
| 1.
Forum Mondiale sull'Acqua (1): presentazione di 1,600 azioni
locali e lancio di nuove iniziative |
|
Il
4° Forum Mondiale sull'Acqua, che si è tenuto dal 16
al 22 Marzo del 2006 a Città del Messico, ha tenuto fede
al tema centrale "Azioni locali per una sfida globale".
Le azioni del tema centrale hanno coperto cinque argomenti, uno
dei quali è stato "acqua e servizi sanitari per tutti".
Queste azioni locali saranno aggiunte alla banca dati della rete
sulle azioni per l'Acqua (WAND, Water Action and Networking
Database), gestita dalla Commissione per lo Sviluppo Sostenibile
delle Nazioni Unite.
Altre
iniziative di rilievo annunciate durante il Forum comprendono:
- L'anno
internazionale dei servizi sanitari (2008), il premio servizi
sanitari e la conferenza globale sui servizi saniotari del 2015
(raccomandazioni della commissione consultiva delle Nazioni
Unite su acqua e servizi sanitari)
- L'impegno
della Francia a raddoppiare gli investimenti nel settore
- Il
Forum Asia-Pacifico, deciso dai ministri delle regioni di Asia-Pacifico
- L'iniziativa "Acqua per le Scuole" del World Water Council, che
fornirà acqua a 1,000 scuole di dieci paesi diversi,
e la creazione di scuole per la formazione di tecnici
professionali
- Una
Dichiarazione Programmatica tra UN-HABITAT e la Banca Africana
per lo Sviluppo (ADB) per investire 550 milioni di dollari (448
milioni di Euro) e contribuire agli Obiettivi del Millennio
in Africa
- La
Rete dell'Integrità sull'Acqua lanciata da Transparency
International
Il
4° Forum Mondiale è stato organizzato dal World Water
Council (WWC). Il Forum ha attirato 19,800 partecipanti, inclusi
1,100 giornalisti di 149 paesi. Circa 320 organizzazioni nazionali
e internazionali hanno preso parte alle 205 sessioni di lavoro.
Sito Web: 4° Forum Mondiale sull'Acqua, http://www.worldwaterforum.org/
Sintesi del Forum , IISD, http://www.iisd.ca/ymb/worldwater4/
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2. Forum Mondiale sull'Acqua (2): il diritto all'acqua
escluso dalla dichiarazione ministeriale |
Indice |
La
dichiarazione che l'accesso all'acqua è un diritto umano
fondamentale non è stata inclusa nella dichiarazione ministeriale
adottata nel 4° Forum Mondiale sull'Acqua. Alcuni delegati
hanno sostenuto che tale inclusione avrebbe generato problemi
legali. L'omissione si è realizzata nonostante varie lobby
di gruppi della società civile, dell'UNESCO e degli organizzatori
del Forum. Un compromesso proposto dall'Unione Europea per affermare
come diritto umano un livello minimo di fornitura di acqua è
stato anch'esso respinto.
I
rappresentanti di Bolivia, Cuba, Venezuela e Uruguay hanno pubblicato
una dichiarazione separata dopo l'approvazione della dichiarazione,
con lo scopo di affermare da parte loro che l'acqua è un
diritto umano e che va tenuta lontana dagli accordi per il libero
commercio.
Contrariamente
ai Forum precedenti, la dichiarazione ministeriale manca di ogni
riferimento all'investimento dei privati, mentre afferma che "i
governi hanno il ruolo primario di promuovere un accesso migliore
ad acqua potabile sicura". La privatizzazione della fornitura
idrica, che secondo alcuni attivisti era l'obiettivo ultimo del
Forum, non è stata al centro del dibattito. "Perfino
la Banca Mondiale ha riconosciuto che la privatizzazione dell'acqua
è stata un fallimento", ha dichiarato David Boys di
Public Services International.
Dichiarazione
Ministeriale del 4° Forum Mondiale sull'Acqua, http://www.worldwaterforum.org/files/Ministerial_Declaration.pdf
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3.
Forum Mondiale sull'Acqua (3): il Forum Alternativo
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Indice |
Circa
300 organizzazioni attiviste da più di 40 paesi hanno firmato
una dichiarazione congiunta il 19 marzo 2006 durante un evento
alternativo tenutosi in parallelo al 4° Forum Mondiale sull'Acqua.
Le organizzazioni hanno evidenziato il riconoscimento e il rafforzamento
del diritto umano all'acqua fornita dal sevizio pubblico, e hanno
sollecitato l'appoggio dei governi per lo sviluppo di partenariati
pubblico-pubblico. Etichettando il forum ufficiale come "antidemocratico
e snob", la dichiarazione ha richiesto l'esclusione dell'acqua
dagli accordi internazionali sul libero commercio. I firmatari
della dichiarazione hanno convenuto di intraprendere azioni globali
tra settembre e ottobre 2006 secondo lo slogan comune: "Il
diritto all'acqua è possibile: gestione partecipativa e
pubblica".
Organizzato
dalla coalizione delle Organizzazioni Messicane per il Diritto
all'Acqua (COMDA) il 14-19 marzo scorsi, il Forum Internazionale
a Difesa dell'Acqua ha compreso una serie di workshop, sessioni
strategiche, ed eventi culturali. Il pannello di apertura ha visto
protagonista Oscar Oliveira (uno dei leader del movimento boliviano
per l'acqua), Danielle Mitterand, (presidente di France Liberté
ed ex first lady francese), Maude Barlow (capo del Consiglio
canadese), e vari leader del movimento per l'acqua messicano.
Dichiarazione
dei Movimenti a Difesa dell'Acqua, http://www.comda.org.mx/fida/declaration.htm
Sito Web: Transnational Institute - Alternatives to Water Privatisation,
http://www.tni.org/altreg-docs/water.htm
| 4.
Crisi
Idrica: il nuovo rapporto delle Nazioni Unite si concentra
sul governo dell'acqua |
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"La
cattiva gestione, la corruzione, la mancanza di istituzioni appropriate,
l'inerzia burocratica, l'insufficienza degli investimenti nel
costruire sia le competenze delle risorse umane che le infrastrutture
fisiche", insieme ai cambiamenti ambientali conducono all'impossibilità
di raggiungere gli obiettivi del millennio per acqua e servizi
sanitari, se le tendenze attuali dovessero persistere. Questa
è una delle conclusioni della seconda edizione del Rapporto
Mondiale sullo Sviluppo dell'Acqua delle Nazioni Unite (World
Water Development 2, WWDR2), che è stato presentato
ufficialmente in occasione del Forum mondiale sull'Acqua.
Il
rapporto stima che la corruzione politica costa al settore
idrico
milioni di dollari ogni anno, il che ha impatto soprattutto sui
poveri. Menziona anche una indagine in India sulle bustarelle
pagate dagli utenti per falsificare le letture dei contatori,
e per velocizzare la riparazione di connessioni al servizio
idrico.
Il buon governo richiede "libertà fondamentali, come
la libertà di espressione e il diritto all'organizzazione".
"Se I cittadini non riescono ad avere accesso alle informazioni
di base su quantità e qualità dell'acqua, questo
limita seriamente le loro possibilità di impedire progetti
idrici irrazionali dal punto di vista ambientale o di responsabilizzare
le autorità governative competenti."
Barun
Mitra, direttore dell'Istituto per la Libertà con sede
a Delhi, ha riferito lla BBC che il rapporto mostra un approccio
"dal basso" di cui si sentiva il bisogno. I governi
hanno fallito finora perché non hanno mai voluto apprendere
dalle iniziative delle comunità informali, ha aggiunto.
Fonti:
UNESCO, http://portal.unesco.org/en/ev.php-URL_ID=32057&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.html
BBC, http://news.bbc.co.uk/1/hi/sci/tech/4787758.stm
| 5.
Aiuti allo sviluppo: analisi delle tendenze nei finanziamenti
al settore idrico
|
Indice |
Nonostante
le tendenze al ribasso nell'aiuto allo sviluppo per acqua e servizi
sanitari sembrano dare un segnale di inversione nel 2004, tale
aumento è dovuto soprattutto al programma di ricostruzione
in Iraq. La porzione di beneficio nell'Africa Sub-Sahariana, dove
è maggiore il bisogno, è aumentata solo leggermente
(15%).
Nell'ambito
degli aiuti allo sviluppo per l'acqua, l'allocazione per formazione
e educazione rimane bassissima. Questo può avere un impatto
negativo sulla capacità di assorbimento e sulla efficacia
degli aiuti.
Gli
aiuti bilaterali costituiscono circa il 75% del totale per
l'acqua,
ma dal 1998 si è registrato un calo netto nei prestiti
bilaterali, compensati in parte da un aumento nell'aiuto multilaterale.
L'ammontare
di aiuto allo sviluppo per l'acqua ricevuto pro capite sembra
essere determinato da tre fattori principali:
- Popolazione:
maggiore è la popolazione, minore il contributo
pro capite dell'aiuto allo sviluppo per l'acqua;
- La
stabilità economica e politica - poiché i
progetti hanno una durata media di otto anni per l'implementazione
(un
fattore importante da considerare dal momento che gli
obiettivi per lo sviluppo sono relativi ai prossimi
nove anni), un certo
livello di stabilità è necessario per attrarrefondi
dai finanziatori;
- L'importanza
geo-strategica attribuita dai finanziatori ai paesi beneficiari.
Fonti:
Benn, J. (2006). Aid flow : the downward trend in aid to water
supply and sanitation has been reversed. Or has it? OECD Observer
http://tinyurl.com/pzcz9
. Clermont, F. (2006). Official development assistance for water
from 1990 to 2004 : figures and trends. Marseilles, France, World
Water Council. http://tinyurl.com/mde9o
| 6.
Conflitti per l'Acqua: milioni di potenziali rivolte per l'Acqua
in India |
Indice |
I
conflitti per l'Acqua in India si sono ramificati ormai ad ogni
livello. Essi sono aggravati dalla relativa mancanze di istituzioni
politiche e di meccanismi di governo nell'utilizzo delle risorse
idriche. Una raccolta di articoli [1], parte di un compendio più
esteso, è un tentativo di fornire analisi su diversi aspetti
dei conflitti sull'acqua che affliggono attualmente l'India.
La
portata e la natura di questi conflitti abbraccia i vari usi
dell'acqua,
i problemi nell'assicurare equità di allocazione, la qualità
dell'acqua, i problemi di sfruttamento del territorio, le dighe
e i conseguenti esodi, i conflitti transnazionali, i problemi
associati alla privatizzazione così come i micro-conflitti
che attualmente si registrano in tutto il paese. Un'efficace
risoluzione dei conflitti richiede uno sforzo che ricerchi il
consenso di
tutte le parti interessate a partire dal basso fino ai livelli
istituzionali più alti.
Gli
autori della raccolta sono gli editori del libro di prossima pubblicazione
Water Conflicts: A Compendium of Indian Experience. La
raccolta è basata su 70 casi di studio e un esame di articoli
tematici facenti parte del libro.
[1] Gujja, B. ... [et al.] (2006), Water conflicts in India, 'Million
Revolts' in the making. Economic and Political Weekly, 18 Feb
2006.
http://www.epw.org.in/showArticles.php?root=2006&leaf=02&filename=9717&filetype=pdf
| 7.
Europa: ancora enormi disparità nell'accesso ad acqua
potabile e servizi sanitari |
Indice |
Tra
i 46 stati del continente europeo, 25 dei quali membri dell'Unione
Europea, ci sono ancora forti disparità nell'accesso ad
acqua potabile e servizi sanitari di base, secondo il rapporto
regionale per l'Europa presentato al 4° Forum Mondiale sull'Acqua.
Circa 41 milioni di persone non hanno accesso a acqua potabile
sicura, mentre 85 milioni non hanno servizi sanitari di base.
L'Europa inoltre depura solo il 50% dell'acqua urbana inquinata
che produce.
Un
dato positivo è che la Direttiva Quadro dell'Unione
Europea
è una componente legislativa di avanguardia che forza
i 25 paesi membri a gestire le proprie risorse idriche secondo
standard
comuni. L'Europa inoltre può anche vantare di aver sviluppato
tecnologie innovative per la conservazione delle risorse idriche
e per la depurazione delle acque reflue, e di aver adottato metodi
innovativi di partecipazione delle parti interessate nella gestione
delle risorse.
L'Europa
ha sviluppato moderni schemi di 'solidarietà' per l'acqua
che forniscono strumenti finanziari e tecnici per gli utenti in
Europa e anche per i paesi in via di sviluppo. L'Europa è
anche il primo finanziatore mondiale per l'aiuto allo sviluppo
nel settore acqua e servizi sanitari.
Siti
Web: Europe, water and the world : European regional document.
http://www.wwf4europe.org/
Europa - Water Framework Directive
http://europa.eu.int/comm/environment/water/water-framework/index_en.html
Solidarity Water Europe network, http://www.s-e-e.org/
| 8.
EcoSan: il programma per i servizi sanitari ecologici a eThekwini,
Sudafrica |
Indice |
La
municipalità di eThekwini in Sudafrica sta introducendo
sistemi per la separazione delle urine con relativi serbatoi
da
200 litri per più di 1,000 abitazioni. Il programma ha
il fine di fornire un livello accettabile di servizi sanitari
sia per zone urbane periferiche che per le zone rurali entro
il 2010. Il Consiglio per la Ricerche Umanistiche fornisce informazioni
in tempo reale sull'impatto del programma attraverso studi effettuati
tra i beneficiari. L'università di Kwa Zulu Natal fornisce
invece valutazioni scientifiche sul funzionamento di questi
bagni
alternativi.
Consulenti
per lo sviluppo istituzionale e sociale vengono nominati di
volta
in volta per stabilire e assistere i comitati di esecuzione nelle
comunità locali. Sono altresì responsabili di
educare e gestire il personale responsabile della diffusione
all'interno
della comunità e di trovare opportunità di formazione
per fornitori locali del servizio. Il progetto ha anche lo scopo
di stimolare l'economia locale attraverso l'assunzione di lavoratori
locali e di assistere personale locale nel fornire materia prima
come i mattoni. Il progetto è finanziato completamente
attraverso sovvenzioni municipali per le infrastrutture.
Alcune
delle esperienze apprese sono:
Fonte:
WIN-SA (2006). eThekwini's water & sanitation programme. WIN-SA
lessons series ; no. 2. Scarica da: http://tinyurl.com/qhk6d
| 9.
La rete della telefonia mobile per misurare le piogge |
Indice |
segnali provenienti dai ripetitori dei telefoni cellulari sono
stati usati per misurare la distribuzione geografica delle piogge
in territorio israeliano. Infatti un gruppo di scienziati dell'Università
di Tel Aviv ha analizzato le normali informazioni raccolte dalle
reti della telefonia mobile per effettuare le loro stime. Nella
rivista Science, i ricercatori affermano che questa tecnica è
molto più accurata dei metodi comuni usati dai servizi
meteorologici. Gli scienziati credono che tale tecnica può
anche misurare precipitazioni nevose, grandine e nebbia.
"La
tecnica può essere utilissima anche perché sapendo
che si è verificata una precipitazione intensa, si
può
lanciare l'allarme inondazioni". Il metodo proposto sfrutta
il fatto che l'intensità dei segnali elettromagnetici è
indebolita in certe condizioni metereologiche e in particolare
quando piove. I dati derivano dalle misure di intensità
dei segnali effettuati dagli operatori di telefonia mobile. Se
condizioni metereologiche avverse provocano una diminuzione
del
segnale, un sistema automatico che analizza i dati amplifica
il segnale per assicurarsi che gli utenti possono ancora usare
il
loro telefono. L'ammontare della riduzione dà ai ricercatori
un'indicazione dell'ammontare di pioggia caduta.
Confrontando
le stime con le misure ottenute da metodi tradizionali delle
stazioni
idrologiche, si è scoperto che le letture sono confrontabili.
Nel complesso però la nuova tecnica sembra fornire misurazioni
più accurate e inoltre è in grado di monitorare
aree più estese. " E' una situazione ideale perché
otteniamo maggiore accuratezza e maggiore copertura", ha
dichiarato il professor Messer-Yaron. Al momento i servizi metereologici
devono usare strumenti costosi e quindi poco diffusi, mentre
il nuovo approccio è in pratica gratuito e continuativo
perché
proveniente da una rete di ripetitori molto estesa e già
è diffusa su tutto il pianeta. Il prossimo passo è
quello di verificare se si possono ottenere ulteriori miglioramenti
di accuratezza nelle misure.
Fonte: http://news.bbc.co.uk/go/em/fr/-/2/hi/science/nature/4974542.stm
| 10.
Le donne scacciarono la Coca Cola |
Indice |
Un
milione e mezzo di litri di acqua "pompati" ogni
giorno, 260 pozzi prosciugati. Questi gli effetti della produzione
di Coca Cola in India.
Gli stabilimenti di imbottigliamento, pompando dalle falde, tolgono
ai poveri il diritto fondamentale a procurarsi acqua potabile.
Per fare un litro di Coca Cola sono necessari ben 9 litri di
acqua potabile.
Per più di un anno, nel distretto di Palaghat, nel Kerala,
alcune donne delle tribù di Plachimada hanno organizzato
un sit-in di protesta contro il prosciugamento delle falde freatiche
causato dalla Coca Cola. "Gli abitanti - scrive Virender
Kumar, giornalista del quotidiano Mathrubhumi - si caricano in
testa grandi quantità di acqua potabile, che vanno a cercare
sempre più lontano, mentre camion pieni di bevande gassose
escono dallo stabilimento della Coca".
Ma la multinazionale, del tutto illegalmente, dopo aver scavato
più di 6 pozzi attrezzandoli con pompe elettriche ultra
potenti, ha iniziato a pompare miolioni di litri di acqua pura.
Il livello delle falde è drasticamente sceso, da 45 a
150 metri di profondità.
Non contenta di rubare acqua alla gente, la Coca Cola ha inquinato
il poco che ne restava convogliando le acque sporche nei pozzi
scavati nello stabilimento per sotterrare i rifiuti soliti.
Questo fino a poco tempo fa, quando l'instancabile protesta delle
donne è riuscita a far chiudere gli stabilimenti. Il 20
gennnaio 2005, in tutta l'India, attorno agli stabilimenti di
Coca Cola e Pepsi Cola, sono state organizzate varie catene umane.
Tribunali popolari hanno notificato agli "idro-pirati" l'ordine
di lasciare il paese.
Tratto da un articolo di Volontari per lo Sviluppo. Di Vandana
Shiva