Persone e progetti per un equo accesso all'acqua

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IN PRIMO PIANO DAL MONDO DELL'ACQUA - Giugno 2006

1. Forum Mondiale sull'Acqua (1): presentazione di 1,600 azioni locali e lancio di nuove iniziative

2. Forum Mondiale sull'Acqua (2): il diritto all'acqua escluso dalla dichiarazione ministeriale

3. Forum Mondiale sull'Acqua (3): il Forum Alternativo

4. Crisi Idrica: il nuovo rapporto delle Nazioni Unite si concentra sul governo dell'acqua

5. Aiuti allo sviluppo: analisi delle tendenze nei finanziamenti al settore idrico

6. Conflitti per l'Acqua: milioni di potenziali rivolte per l'Acqua in India

7. Europa: ancora enormi disparità nell'accesso ad acqua potabile e servizi sanitari

8. EcoSan: il programma per i servizi sanitari ecologici a eThekwini, Sudafrica

9. La rete della telefonia mobile per misurare le piogge

 

Le riflessioni:

10. Le donne scacciarono la Coca Cola.... di Vandana Shiva

 


1. Forum Mondiale sull'Acqua (1): presentazione di 1,600 azioni locali e lancio di nuove iniziative

Il 4° Forum Mondiale sull'Acqua, che si è tenuto dal 16 al 22 Marzo del 2006 a Città del Messico, ha tenuto fede al tema centrale "Azioni locali per una sfida globale". Le azioni del tema centrale hanno coperto cinque argomenti, uno dei quali è stato "acqua e servizi sanitari per tutti". Queste azioni locali saranno aggiunte alla banca dati della rete sulle azioni per l'Acqua (WAND, Water Action and Networking Database), gestita dalla Commissione per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Altre iniziative di rilievo annunciate durante il Forum comprendono:

  • L'anno internazionale dei servizi sanitari (2008), il premio servizi sanitari e la conferenza globale sui servizi saniotari del 2015 (raccomandazioni della commissione consultiva delle Nazioni Unite su acqua e servizi sanitari)
  • L'impegno della Francia a raddoppiare gli investimenti nel settore
  • Il Forum Asia-Pacifico, deciso dai ministri delle regioni di Asia-Pacifico
  • L'iniziativa "Acqua per le Scuole" del World Water Council, che fornirà acqua a 1,000 scuole di dieci paesi diversi, e la creazione di scuole per la formazione di tecnici professionali
  • Una Dichiarazione Programmatica tra UN-HABITAT e la Banca Africana per lo Sviluppo (ADB) per investire 550 milioni di dollari (448 milioni di Euro) e contribuire agli Obiettivi del Millennio in Africa
  • La Rete dell'Integrità sull'Acqua lanciata da Transparency International

Il 4° Forum Mondiale è stato organizzato dal World Water Council (WWC). Il Forum ha attirato 19,800 partecipanti, inclusi 1,100 giornalisti di 149 paesi. Circa 320 organizzazioni nazionali e internazionali hanno preso parte alle 205 sessioni di lavoro.

Sito Web: 4° Forum Mondiale sull'Acqua, http://www.worldwaterforum.org/
Sintesi del Forum , IISD, http://www.iisd.ca/ymb/worldwater4/



2. Forum Mondiale sull'Acqua (2): il diritto all'acqua escluso dalla dichiarazione ministeriale Indice

La dichiarazione che l'accesso all'acqua è un diritto umano fondamentale non è stata inclusa nella dichiarazione ministeriale adottata nel 4° Forum Mondiale sull'Acqua. Alcuni delegati hanno sostenuto che tale inclusione avrebbe generato problemi legali. L'omissione si è realizzata nonostante varie lobby di gruppi della società civile, dell'UNESCO e degli organizzatori del Forum. Un compromesso proposto dall'Unione Europea per affermare come diritto umano un livello minimo di fornitura di acqua è stato anch'esso respinto.

I rappresentanti di Bolivia, Cuba, Venezuela e Uruguay hanno pubblicato una dichiarazione separata dopo l'approvazione della dichiarazione, con lo scopo di affermare da parte loro che l'acqua è un diritto umano e che va tenuta lontana dagli accordi per il libero commercio.

Contrariamente ai Forum precedenti, la dichiarazione ministeriale manca di ogni riferimento all'investimento dei privati, mentre afferma che "i governi hanno il ruolo primario di promuovere un accesso migliore ad acqua potabile sicura". La privatizzazione della fornitura idrica, che secondo alcuni attivisti era l'obiettivo ultimo del Forum, non è stata al centro del dibattito. "Perfino la Banca Mondiale ha riconosciuto che la privatizzazione dell'acqua è stata un fallimento", ha dichiarato David Boys di Public Services International.

Dichiarazione Ministeriale del 4° Forum Mondiale sull'Acqua, http://www.worldwaterforum.org/files/Ministerial_Declaration.pdf



3. Forum Mondiale sull'Acqua (3): il Forum Alternativo
Indice

Circa 300 organizzazioni attiviste da più di 40 paesi hanno firmato una dichiarazione congiunta il 19 marzo 2006 durante un evento alternativo tenutosi in parallelo al 4° Forum Mondiale sull'Acqua. Le organizzazioni hanno evidenziato il riconoscimento e il rafforzamento del diritto umano all'acqua fornita dal sevizio pubblico, e hanno sollecitato l'appoggio dei governi per lo sviluppo di partenariati pubblico-pubblico. Etichettando il forum ufficiale come "antidemocratico e snob", la dichiarazione ha richiesto l'esclusione dell'acqua dagli accordi internazionali sul libero commercio. I firmatari della dichiarazione hanno convenuto di intraprendere azioni globali tra settembre e ottobre 2006 secondo lo slogan comune: "Il diritto all'acqua è possibile: gestione partecipativa e pubblica".

Organizzato dalla coalizione delle Organizzazioni Messicane per il Diritto all'Acqua (COMDA) il 14-19 marzo scorsi, il Forum Internazionale a Difesa dell'Acqua ha compreso una serie di workshop, sessioni strategiche, ed eventi culturali. Il pannello di apertura ha visto protagonista Oscar Oliveira (uno dei leader del movimento boliviano per l'acqua), Danielle Mitterand, (presidente di France Liberté ed ex first lady francese), Maude Barlow (capo del Consiglio canadese), e vari leader del movimento per l'acqua messicano.

Dichiarazione dei Movimenti a Difesa dell'Acqua, http://www.comda.org.mx/fida/declaration.htm
Sito Web: Transnational Institute - Alternatives to Water Privatisation,
http://www.tni.org/altreg-docs/water.htm


4. Crisi Idrica: il nuovo rapporto delle Nazioni Unite si concentra sul governo dell'acqua

"La cattiva gestione, la corruzione, la mancanza di istituzioni appropriate, l'inerzia burocratica, l'insufficienza degli investimenti nel costruire sia le competenze delle risorse umane che le infrastrutture fisiche", insieme ai cambiamenti ambientali conducono all'impossibilità di raggiungere gli obiettivi del millennio per acqua e servizi sanitari, se le tendenze attuali dovessero persistere. Questa è una delle conclusioni della seconda edizione del Rapporto Mondiale sullo Sviluppo dell'Acqua delle Nazioni Unite (World Water Development 2, WWDR2), che è stato presentato ufficialmente in occasione del Forum mondiale sull'Acqua.

Il rapporto stima che la corruzione politica costa al settore idrico milioni di dollari ogni anno, il che ha impatto soprattutto sui poveri. Menziona anche una indagine in India sulle bustarelle pagate dagli utenti per falsificare le letture dei contatori, e per velocizzare la riparazione di connessioni al servizio idrico. Il buon governo richiede "libertà fondamentali, come la libertà di espressione e il diritto all'organizzazione". "Se I cittadini non riescono ad avere accesso alle informazioni di base su quantità e qualità dell'acqua, questo limita seriamente le loro possibilità di impedire progetti idrici irrazionali dal punto di vista ambientale o di responsabilizzare le autorità governative competenti."

Barun Mitra, direttore dell'Istituto per la Libertà con sede a Delhi, ha riferito lla BBC che il rapporto mostra un approccio "dal basso" di cui si sentiva il bisogno. I governi hanno fallito finora perché non hanno mai voluto apprendere dalle iniziative delle comunità informali, ha aggiunto.

Fonti: UNESCO, http://portal.unesco.org/en/ev.php-URL_ID=32057&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.html
BBC, http://news.bbc.co.uk/1/hi/sci/tech/4787758.stm



5. Aiuti allo sviluppo: analisi delle tendenze nei finanziamenti al settore idrico

Indice

Nonostante le tendenze al ribasso nell'aiuto allo sviluppo per acqua e servizi sanitari sembrano dare un segnale di inversione nel 2004, tale aumento è dovuto soprattutto al programma di ricostruzione in Iraq. La porzione di beneficio nell'Africa Sub-Sahariana, dove è maggiore il bisogno, è aumentata solo leggermente (15%).

Nell'ambito degli aiuti allo sviluppo per l'acqua, l'allocazione per formazione e educazione rimane bassissima. Questo può avere un impatto negativo sulla capacità di assorbimento e sulla efficacia degli aiuti.

Gli aiuti bilaterali costituiscono circa il 75% del totale per l'acqua, ma dal 1998 si è registrato un calo netto nei prestiti bilaterali, compensati in parte da un aumento nell'aiuto multilaterale.

L'ammontare di aiuto allo sviluppo per l'acqua ricevuto pro capite sembra essere determinato da tre fattori principali:

  • Popolazione: maggiore è la popolazione, minore il contributo pro capite dell'aiuto allo sviluppo per l'acqua;
  • La stabilità economica e politica - poiché i progetti hanno una durata media di otto anni per l'implementazione (un fattore importante da considerare dal momento che gli obiettivi per lo sviluppo sono relativi ai prossimi nove anni), un certo livello di stabilità è necessario per attrarrefondi dai finanziatori;
  • L'importanza geo-strategica attribuita dai finanziatori ai paesi beneficiari.

Fonti: Benn, J. (2006). Aid flow : the downward trend in aid to water supply and sanitation has been reversed. Or has it? OECD Observer http://tinyurl.com/pzcz9 . Clermont, F. (2006). Official development assistance for water from 1990 to 2004 : figures and trends. Marseilles, France, World Water Council. http://tinyurl.com/mde9o



6. Conflitti per l'Acqua: milioni di potenziali rivolte per l'Acqua in India Indice

I conflitti per l'Acqua in India si sono ramificati ormai ad ogni livello. Essi sono aggravati dalla relativa mancanze di istituzioni politiche e di meccanismi di governo nell'utilizzo delle risorse idriche. Una raccolta di articoli [1], parte di un compendio più esteso, è un tentativo di fornire analisi su diversi aspetti dei conflitti sull'acqua che affliggono attualmente l'India.

La portata e la natura di questi conflitti abbraccia i vari usi dell'acqua, i problemi nell'assicurare equità di allocazione, la qualità dell'acqua, i problemi di sfruttamento del territorio, le dighe e i conseguenti esodi, i conflitti transnazionali, i problemi associati alla privatizzazione così come i micro-conflitti che attualmente si registrano in tutto il paese. Un'efficace risoluzione dei conflitti richiede uno sforzo che ricerchi il consenso di tutte le parti interessate a partire dal basso fino ai livelli istituzionali più alti.

Gli autori della raccolta sono gli editori del libro di prossima pubblicazione Water Conflicts: A Compendium of Indian Experience. La raccolta è basata su 70 casi di studio e un esame di articoli tematici facenti parte del libro.


[1] Gujja, B. ... [et al.] (2006), Water conflicts in India, 'Million Revolts' in the making. Economic and Political Weekly, 18 Feb 2006.
http://www.epw.org.in/showArticles.php?root=2006&leaf=02&filename=9717&filetype=pdf



7. Europa: ancora enormi disparità nell'accesso ad acqua potabile e servizi sanitari Indice

Tra i 46 stati del continente europeo, 25 dei quali membri dell'Unione Europea, ci sono ancora forti disparità nell'accesso ad acqua potabile e servizi sanitari di base, secondo il rapporto regionale per l'Europa presentato al 4° Forum Mondiale sull'Acqua. Circa 41 milioni di persone non hanno accesso a acqua potabile sicura, mentre 85 milioni non hanno servizi sanitari di base. L'Europa inoltre depura solo il 50% dell'acqua urbana inquinata che produce.

Un dato positivo è che la Direttiva Quadro dell'Unione Europea è una componente legislativa di avanguardia che forza i 25 paesi membri a gestire le proprie risorse idriche secondo standard comuni. L'Europa inoltre può anche vantare di aver sviluppato tecnologie innovative per la conservazione delle risorse idriche e per la depurazione delle acque reflue, e di aver adottato metodi innovativi di partecipazione delle parti interessate nella gestione delle risorse.

L'Europa ha sviluppato moderni schemi di 'solidarietà' per l'acqua che forniscono strumenti finanziari e tecnici per gli utenti in Europa e anche per i paesi in via di sviluppo. L'Europa è anche il primo finanziatore mondiale per l'aiuto allo sviluppo nel settore acqua e servizi sanitari.

Siti Web: Europe, water and the world : European regional document.
http://www.wwf4europe.org/
Europa - Water Framework Directive
http://europa.eu.int/comm/environment/water/water-framework/index_en.html
Solidarity Water Europe network, http://www.s-e-e.org/


8. EcoSan: il programma per i servizi sanitari ecologici a eThekwini, Sudafrica Indice

La municipalità di eThekwini in Sudafrica sta introducendo sistemi per la separazione delle urine con relativi serbatoi da 200 litri per più di 1,000 abitazioni. Il programma ha il fine di fornire un livello accettabile di servizi sanitari sia per zone urbane periferiche che per le zone rurali entro il 2010. Il Consiglio per la Ricerche Umanistiche fornisce informazioni in tempo reale sull'impatto del programma attraverso studi effettuati tra i beneficiari. L'università di Kwa Zulu Natal fornisce invece valutazioni scientifiche sul funzionamento di questi bagni alternativi.

Consulenti per lo sviluppo istituzionale e sociale vengono nominati di volta in volta per stabilire e assistere i comitati di esecuzione nelle comunità locali. Sono altresì responsabili di educare e gestire il personale responsabile della diffusione all'interno della comunità e di trovare opportunità di formazione per fornitori locali del servizio. Il progetto ha anche lo scopo di stimolare l'economia locale attraverso l'assunzione di lavoratori locali e di assistere personale locale nel fornire materia prima come i mattoni. Il progetto è finanziato completamente attraverso sovvenzioni municipali per le infrastrutture.

Alcune delle esperienze apprese sono:

  • Portare avanti programmi per acqua e servizi sanitari non è semplicemente una funzione ingegneristica, ma richiede collaborazioni inter-settoriali
  • Oltre ad acqua e servizi sanitari, c'era un bisogno urgente di creare opportunità di lavoro
  • Un programma strutturato di educazione era necessario per comunicare informazioni sulle nuove tecnologie
  • Un buon sistema di informazione deve coinvolgere sia le agenzie di supporto sia i comitati di esecuzione e i responsabili locali

Fonte: WIN-SA (2006). eThekwini's water & sanitation programme. WIN-SA
lessons series ; no. 2. Scarica da: http://tinyurl.com/qhk6d

 


9. La rete della telefonia mobile per misurare le piogge Indice

segnali provenienti dai ripetitori dei telefoni cellulari sono stati usati per misurare la distribuzione geografica delle piogge in territorio israeliano. Infatti un gruppo di scienziati dell'Università di Tel Aviv ha analizzato le normali informazioni raccolte dalle reti della telefonia mobile per effettuare le loro stime. Nella rivista Science, i ricercatori affermano che questa tecnica è molto più accurata dei metodi comuni usati dai servizi meteorologici. Gli scienziati credono che tale tecnica può anche misurare precipitazioni nevose, grandine e nebbia.

"La tecnica può essere utilissima anche perché sapendo che si è verificata una precipitazione intensa, si può lanciare l'allarme inondazioni". Il metodo proposto sfrutta il fatto che l'intensità dei segnali elettromagnetici è indebolita in certe condizioni metereologiche e in particolare quando piove. I dati derivano dalle misure di intensità dei segnali effettuati dagli operatori di telefonia mobile. Se condizioni metereologiche avverse provocano una diminuzione del segnale, un sistema automatico che analizza i dati amplifica il segnale per assicurarsi che gli utenti possono ancora usare il loro telefono. L'ammontare della riduzione dà ai ricercatori un'indicazione dell'ammontare di pioggia caduta.

Confrontando le stime con le misure ottenute da metodi tradizionali delle stazioni idrologiche, si è scoperto che le letture sono confrontabili. Nel complesso però la nuova tecnica sembra fornire misurazioni più accurate e inoltre è in grado di monitorare aree più estese. " E' una situazione ideale perché otteniamo maggiore accuratezza e maggiore copertura", ha dichiarato il professor Messer-Yaron. Al momento i servizi metereologici devono usare strumenti costosi e quindi poco diffusi, mentre il nuovo approccio è in pratica gratuito e continuativo perché proveniente da una rete di ripetitori molto estesa e già è diffusa su tutto il pianeta. Il prossimo passo è quello di verificare se si possono ottenere ulteriori miglioramenti di accuratezza nelle misure.


Fonte: http://news.bbc.co.uk/go/em/fr/-/2/hi/science/nature/4974542.stm


10. Le donne scacciarono la Coca Cola Indice

Un milione e mezzo di litri di acqua "pompati" ogni giorno, 260 pozzi prosciugati. Questi gli effetti della produzione di Coca Cola in India.
Gli stabilimenti di imbottigliamento, pompando dalle falde, tolgono ai poveri il diritto fondamentale a procurarsi acqua potabile. Per fare un litro di Coca Cola sono necessari ben 9 litri di acqua potabile.
Per più di un anno, nel distretto di Palaghat, nel Kerala, alcune donne delle tribù di Plachimada hanno organizzato un sit-in di protesta contro il prosciugamento delle falde freatiche causato dalla Coca Cola. "Gli abitanti - scrive Virender Kumar, giornalista del quotidiano Mathrubhumi - si caricano in testa grandi quantità di acqua potabile, che vanno a cercare sempre più lontano, mentre camion pieni di bevande gassose escono dallo stabilimento della Coca".
Ma la multinazionale, del tutto illegalmente, dopo aver scavato più di 6 pozzi attrezzandoli con pompe elettriche ultra potenti, ha iniziato a pompare miolioni di litri di acqua pura. Il livello delle falde è drasticamente sceso, da 45 a 150 metri di profondità.
Non contenta di rubare acqua alla gente, la Coca Cola ha inquinato il poco che ne restava convogliando le acque sporche nei pozzi scavati nello stabilimento per sotterrare i rifiuti soliti.
Questo fino a poco tempo fa, quando l'instancabile protesta delle donne è riuscita a far chiudere gli stabilimenti. Il 20 gennnaio 2005, in tutta l'India, attorno agli stabilimenti di Coca Cola e Pepsi Cola, sono state organizzate varie catene umane. Tribunali popolari hanno notificato agli "idro-pirati" l'ordine di lasciare il paese.

Tratto da un articolo di Volontari per lo Sviluppo. Di Vandana Shiva

 

 

 

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