IN PRIMO PIANO DAL MONDO DELL'ACQUA - Marzo 2004

1. I piani nazionali per il raggiungimento degli obiettivi del millennio sono in ritardo...

2. La privatizzazione dell'acqua non ha raggiunto i suoi obiettivi...

3. Una battaglia sull'acqua vinta in sede parlamentare europea...



1. Obiettivi di sviluppo: piani nazionali in ritardo

Non tutti i paesi, spesso quelli che hanno I maggiori problemi idrici, avranno pronti piani di sviluppo idrico per il 2005.. " Dobbiamo avere piani pronti o non avremo alcuna possibilità di raggiungere gli obiettivi previsti per il 2015," ha dichiarato H.E. Børge Brende, coordinatore della 12° sessione della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile delle NU (CSD-12). I governi nazionali si sono accordati nel Summit della Terra del 2002 a Johannesburg per preparare entro il 2005 i rispettivi piani nazionali per dimezzare la proporzione di persone senza accesso ad acqua pulita entro il 2015. Circa 100 ministri dell'ambiente parteciperanno al CSD-12 dal 14 al 30 Aprile a New York per rivedere gli obiettivi del millennio (MDG) su acqua e servizi sanitari. Brende ha dichiarato che gli obiettivi sono "ancora raggiungibili… ma sarà una sfida enorme". Per raggiungere gli obiettivi più di 300000 persone al giorno dovranno guadagnare l'accesso a fonti di acqua pulita per i prossimi 12 anni.

Sito internet: CSD-12, http://www.un.org/esa/sustdev/csd/csd12/csd12.htm
Millennium Development Goals and Water,
http://www.unesco.org/water/wwap/facts_figures/mdgs.shtml

UN (2004). Freshwater management : progress in meeting the goals, targets
and commitments of Agenda 21, the Programme for the Further Implementation
of Agenda 21, and the Johannesburg Plan of Implementation : report of the
Secretary-General.
http://www.un.org/esa/sustdev/csd/csd12/SGRpt_Water.pdf

(Reuters / ENN, 18 Feb 2004, http://www.enn.com/news/2004-02-18/s_13207.asp)



2. Privatizzazione dell'acqua: un fallimento nei confronti degli obiettivi prefissati Indice

I paesi in via di sviluppo subiscono continue pressioni dap arte delle istituzioni internazionali affinché vengano privatizzati i servizi di approvvigionamento idrico. Tuttavia la privatizzazione sembra aver fallito nel produrre i risultati attesi. Una ricerca da parte dell'Istituto Internazionale
Per l'Ambiente e lo Sviluppo (International Institute for Environment and Development - IIED) mette in guardia sul fatto che la privatizzazione ha sarse possibilità di contribuire a raggiungere gli obiettive del millennio (MDG).
Di dimezzare il numero di persone senza accesso a acqua e servizi sanitari entro il 2015. Nonostante la rilevanza assunta nel dibattito internazionale, solo il cinque per cento circa della popolazione mondiale è servita formalmente dal settore privato.
La privatizzazione nei paesi in via di sviluppo si concentra sugli stati, sulle città e sulle località più ricche, laddove le imprese private sanno che gli utenti si possono permettere di pagare per un servizio nuovo o rinnovato. Aree come sobborghi, piccoli centri abitati e zone rurali (che comprendono l'80% degli 1,1 miliardi di persone che non hanno accesso ad acqua potabile sicura) sono sistematicamente esclusi dai contratti privati.

Contact: Jessica Budds, School of Geography and the Environment
University of Oxford, UK, mailto:jessica.budds@geog.ox.ac.uk or Gordon
McGranahan, Human Settlements Programme, IIED, UK,
mailto:gordon.mcgranahan@iied.org

(id21, 9 Feb 2004, http://www.id21.org/society/s2bjb1g1.html)



3. Una battaglia sull'acqua vinta in sede parlamentare europea Indice

Si è concluso con successo, l'azione di sensibilizzazione organizzata dal Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale sull'acqua, con il supporto dei Comitati italiano, francese e belga, nella giornata di martedì 9 marzo a Strasburgo, in preparazione della presentazione ed approvazione, da parte del Parlamento europeo, del rapporto Miller su strategie per il mercato interno- priorità 2003-2006" sulla base della Comunicazione redatta dalla Commissione Giuridica per il mercato interno. Nel corso della votazione a voto uninominale, che ha avuto luogo questa mattinata di oggi giovedì 11 marzo, a Strasburgo, il Comitato per il contratto Mondiale dell'acqua ha infatti raggiunto due significative risultati : l'approvazione di un emendamento sostenuto dal Gruppo GUE che chiedeva di "escludere l'assoggettamento della gestione delle risorse idriche dalle norme del mercato interno" e l'approvazione di un secondo emendamento che , ha rigettato la richiesta della Commissione di "accogliere con favore le proposte di continuare la liberalizzazione segnatamente al settore dell'acqua e dei servizi postali" ( art.10). Con 201 a favore e 116 contrari, è stata infatti accolta dal Parlamento la richiesta espressa con una lettera aperta emendamento, inviata nella giornata di ieri da Danielle MITTERRAND, padre Alex ZANOTELLI e Riccardo PETRELLA a tutti i parlamentari europei, di sostenere , durante le votazioni, la prima parte dell'emendamento all'art. 16 cioè " essendo l'acqua un bene comune dell'umanità, si ritiene che la gestione delle risorse idriche non debba essere assoggettata alle norme del mercato interno, privatizzato e liberalizzato. Ma l'azione di sensibilizzazione e di riflessione stimolata dal Comitato italiano con i contributi e le motivazioni esposte nel corso della audizione "aperta" , realizzata nella giornata di martedì 9 febbraio presso al sala 2 del Parlamento europeo, con gli interventi ed i contributi di riflessione esposti da Alex Zanotelli - Danielle Mitterrand - Mario Soares e Riccardo Petrella sulla debolezza dei
principi politici espressi e per il basso livello di difesa del carattere di " bene pubblico dell'umanità" dell'acqua , ha determinato un secondo importante risultato a livello di votazione ( 395 a favore della eliminazione -22 contro) : la soppressione della seconda parte dell'art.10 con cui la Commissione Giuridica chiedeva al Parlamento di accogliere con favore le proposte di continuare la liberalizzazione e l'apertura dei mercati in altro settori e segnatamente l'acqua ed i servizi idrici , nel rispetto sempre degli obblighi del servizio universale".

Entrambi queste assunzioni di responsabilità assunte dal Parlamento europeo dimostrano che se la società civile, in particolare i Movimenti sono capaci di inserirsi negli spazi di democrazia e di partecipazione che esistito all'interno delle istituzioni, con precise proposte politiche, è possibile condizionare la "politica",anche quella espressa dagli interessi forti delle multinazionali. E' la seconda volta, dopo la sconfitta di Cancun , che la Commissione Europea , nonostante la forte lobby esercitata dalle principali imprese multinazionali europee, è costretta sulla base di iniziative intraprese dal nostro Comitato e dai Movimenti a sostegno del Contratto Mondiale sull'acqua e di un voto del Parlamento, a cambiare la propria strategia rispetto alla tendenze da tempo in atto di affermare i principi della privatizzazione della gestione delle risorse idriche e di sancire la mercificazione dell'acqua. Il successo raggiunto con questa iniziativa costituisce uno stimolo ed un forte segnale di incoraggiamento per continuare , a partire dal territorio, l'impegno per sollecitare il "riconoscimento dell'acqua come un diritto umano universale per tutti" e la gestione delle risorse idriche come un "servizio pubblico europeo".

Sito del Comitato Italiano per un Contratto Mondiale dell'Acqua: www.contrattoacqua.it