3.
Bangladesh: speranze per il completamento
del programma anti-arsenico
4.
"Agua
Para Todos" arriva in finale al premio "Seed"
(seme)
5.
Kenya: venditori d'acqua a Kibera (Nairobi) e Kisumu
6.
Haiti: fondi dalla Banca mondiale per acqua e servizi
sanitari nelle zone rurali
7.
Servizi Sanitari di Emergenza: Sistemi innovativi
in Australia possono trovare applicazione nel disastro dello
Tsunami
8.
Turbokiller: semplice disinfezione di acqua domestica
Diario...
a.
....dal Bangladesh (continua)
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1. Giornata Mondiale dell'Acqua: il Nuovo Decennio
di Azione - Acqua per la Vita
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Il
22 Marzo 2005, la prossima giornata dell'Acqua, rappresenta
il punto di partenza del nuovo decennio di Azione per l'Acqua
sancito dalle Nazioni Unite. Il decennio 2005-2015 darà
un alto profilo all'implementazione di programmi relativi all'acqua
e alla partecipazione delle donne. L'ONU spera che il Decennio
aumenterà le possibilità di raggiungere gli obiettivi
internazionali relativi all'acqua.
Acqua,
Generi e Povertà
Le
comunità hanno priorità delicate per l'uso dell'acqua
relativo ad attività domestiche ed economiche. Uomini
e donne spesso hanno priorità e responsabilità
diverse. Concentrarsi sui generi non significa solo 'coinvolgere'
le donne, significa anche riconoscere i rispettivi ruoli, e
assicurarsi che il peso delle donne, che si occupano per lo
più di attività domestiche ma che sempre più
chiedono di esser coinvolte nell'economia generale, sia sempre
più rilevante.
Il
primo decennio di Azione per l'Acqua - dal 1981 al 1990 - ha
portato acqua potabile a più di un miliardo di persone
e servizi sanitari a quasi 77 milioni di persone. Ma solo parte
del lavoro è stato fatto. Ci sono ancora 1,1 miliardi
di persone senza accesso ad acqua potabile e 2,4 miliardi senza
servizi sanitari adeguati.
L'avanzamento
verso gli Obiettivi del Millennio è troppo lento.
Nel
prossimo settembre si svolgerà un Summit delle Nazioni
Unite per rivedere lo stato di avanzamento verso gli Obiettivi
del Millennio. Il rapporto sicuramente indicherà che
i progressi sono troppo lenti, e che bisogna fare di più
- ma di più di cosa ? Certamente c'è bisogno di
soluzioni tecnologiche più creative, ma di sicuro le
sfide maggiore saranno di garantire alle fasce più povere
abbiano accesso ad 'acqua pulita e a servizi sanitari adeguati,
di aiutare le comunità a trovare metodi sostenibili di
gestire strutture e costi dei servizi idrici e di sviluppare
strade accettabili per l'introduzione di latrine e pratiche
igieniche appropriate.
La
principale lezione del primo decennio è che condutture,
cemento e infrastrutture non possono fare tutto senza fare a
meno del contatto con la gente e le comunità. Questa
rimane ancora la sfida maggiore per il prossimo decennio dell'Acqua
per la Vita.
*
Il sito web delle Nazioni Unite sul decennio dell' Acqua per
la Vita sarà aperto alla consultazione generale il mese
prossimo. Altre informazioni possono essere reperite nel sito
del Dipartimento dell'Economia e degli Affari Sociali,
http://www.un.org/esa/sustdev/sdissues/water/Interagency_activities.htm#water.
Ulteriori informazioni saranno inserite nel sito: http://www.worldwaterday.org/edit/events.php,
a cura dell'IRC (International Water and Sanitation Centre).
| 2.
Feliciano Dos Santos - il musicista dalle mani pulite |
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Feliciano
dos Santos ha imparato a suonare il banjo in un sobborgo in
cui non c'erano né acqua né servizi igienici,
e lì ha contratto la poliomielite. Adesso i suoi fan
percorrono chilometri a piedi per vedere uno dei musicisti di
maggior successo del Mozambico, insieme al suo gruppo, i Massukos.
Il loro album più venduto, "Kuimba kwa Massuko",
invia a chi lo ascolta messaggi sull'igiene. "Se non hai
il sapone per lavarti le mani, usa la cenere. Non stringere
la mano ad altre persone se le tue mani sono sporche,"
dice nelle sue canzoni. "Se hai acqua pulita e servizi
igienici appropriati, puoi vivere a lungo. Anche se prendi l'AIDS,
puoi ingannare la morte e sopravvivere."
Dos
Santos lavora con Estamos, una ONG che costruisce latrine e
pozzi con tecnologie di base nella provincia di Nassa. Lui sa
bene che l'installazione di un pozzo protetto non basta se la
gente preferisce andare a bere dall'acqua del fiume, o da una
palude 'sacra'. "Usiamo la nostra musica per rendere la
gente più consapevole sull'uso dell'acqua, sui servizi
sanitari, sull'igiene e sull'AIDS. Grazie alle parole delle
nostre canzoni, siamo riusciti a modificare il comportamento
delle persone." L'album ha vinto un premio al Cannes Water
Symposium.
Fonte:
Basildon Peta, The Independent, http://news.independent.co.uk/world/africa/story.jsp?story=595344
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Bangladesh:
speranze per il completamento del programma anti-arsenico |
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La
Banca Mondiale potrebbe stanziare 40 milioni di dollari (30,4
milioni di Euro) per aiutare il Bangladesh ad installare pozzi
profondi al fine di fornire acqua potabile priva di contaminazione
da arsenico nelle zone più colpite dal problema. Funzionari
del Dipartimento di Ingegneria Sanitaria Pubblica affermano
che il progetto per la risoluzione del problema (Bangladesh
Arsenic Mitigation Water Supply Project, BAMWSP) è
stato completato per il 65% e il resto può essere fatto
nel 2005. Il progetto include anche la costruzione di filtri
a sabbia in riserve selezionate, e l'addestramento di dottori,
infermieri e assistenti sanitari.
Il
numero di persone che presentano sintomi di avvelenamento da
arsenico aumentano di 4000 unità all'anno. Provengono
per lo più dalle zone rurali, dove i trattamenti sanitari
sono più difficoltosi. Circa 850,000 dei 28,800,000 pozzi
del paese presentano segni di contaminazione. Alcuni progetti
sono rimasti incompiuti a causa dei crescenti costi e di aziende
incompetenti, selezionate sulla base di conoscenze personali.
I donor, Banca Mondiale inclusa, hanno richiesto di risolvere
il problema della corruzione con urgenza.
Sito
Web: Bangladesh Arsenic Mitigation Water Supply Project (BAMWSP),
http://www.bamwsp.org/
Fonte: The New Nation, http://nation.ittefaq.com/artman/publish/article_14934.shtml,
Bangladesh
| 4.
"Agua Para Todos" arriva in finale al premio "Seed"
(seme) |
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"Agua
Para Todos" (Acqua Per Tutti), in Bolivia, è una
delle dodici finaliste nella prima edizione del premio "Seed",
una competizione internazionale che va alla ricerca di partnership
imprenditoriali di alto livello. "Agua Para Todos"
è una partnership pubblico-privato che coniuga gli sforzi
di un consorzio privato (Agua Tuya / PLASTIFORTE), un movimento
di base (Pro Habitat), una azienda di servizi idrici municipale
(SEMAPA) e vari comitati locali per l'approvvigionamento di
acqua e servizi sanitari a basso costo nelle aree povere di
Cochabamba. Finora ci sono cinque sistemi pilota nati da questa
iniziativa e altri duecento comitati interessati ad aderire.
Mara Arce, segretaria esecutiva della GWA (Gender Water Alliance),
è la fondatrice di Pro Habitat e ha fatto parte del comitato
esecutivo fino al 1996.
Il premio Seed non è in denaro, ma è costituito
da una combinazione di propaganda, costruzione di alleanze,
servizi di supporto e accesso facilitato a potenziali finanziatori.
Dei dodici finalisti, cinque vincitori saranno selezionati per
ricevere un sistema completo di facilitazioni. Seed è
composta da IUCN (World Conservation Union), UNEP (United
Nations Environment Program) e UNDP (United Nations Development
Programme), insieme a Partnerships Central and the Global
Public Policy Institute. L'iniziativa è supportata dai
governi di Germania, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti d'America.
Sito Web: Agua Para Todos, http://seedinit.org/mainpages/finalists/Agua/index.php
Fonte:Iniziativa "Seed", http://seedinit.org/mainpages/media/press/finalists.php
| 5.
Kenya: venditori d'acqua a Kibera (Nairobi) e Kisumu |
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Venditori
d'acqua su piccola scala a Kibera (Nairobi) e Kisumu stanno
cominciando a cooperare con le principali compagnie idriche
nelle rispettive città per migliorare il servizio di
approvvigionamento idrico nelle zone meno servite. Maji Bora
Kibera, un'associazione di 500 piccoli venditori di acqua che
serve circa 500,000 abitanti di Kibera, ha siglato un'alleanza
con la Nairobi Water & Sewerage Company. L'accordo prevede
la formazione di una task force che cercherà di risolvere
i problemi delle perdite d'acqua, della raccolta delle bollette
e altro. Circa il 40-60% della popolazione dei centri abitati
informali, che sono anche le zone più povere, non ha
accesso all'acqua pulita e paga circa 20 volte di più
degli abitanti benestanti delle zone residenziali.
A
Kisumu 200 dei circa 1000 venditori di acqua su piccola scala
acquistano l'acqua ad un costo di concessione pari a 0,40 $
(0,31 euro) al metro cubo dalla compagnia idrica statale di
Kisumu (Kiwasco). Un prezzo di favore da far pagare ai consumatori
è stato deciso di comune accordo. I venditori inoltre
gestiranno reti secondarie di distribuzione installate da Kiwasco,
agevolando in tal modo l'accesso al servizio per le fasce di
popolazione più povere. I venditori saranno anche scrutinati
da comitati della comunità, che svolgeranno attività
di supervisione. Grazie anche a questo tipo di accordo, in Kisumu
il totale della popolazione raggiunta dal servizio ammonta a
200,000 unità.
Fonte:
Access, organo di informazione del WSP (Water and Sanitation
Program), http://www.wsp.org/Access_archives/access30.pdf
| 6.
Haiti: fondi dalla Banca mondiale per acqua e servizi sanitari
nelle zone rurali |
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La
Banca Mondiale ha stanziato un finanziamento di 855,00 dollari
(655,000 Euro) per dare supporto a programmi di approvvigionamento
idrico e servizi sanitari a gestione comunitaria nelle zone
rurali . Questo tipo di finanziamento è anche chiamato
fondo LICUS (Low-Income Countries Under Stress), ed è
parte di un programma di finanziamenti pari a un totale di 6,4
milioni di dollari (4,9 milioni di Euro) approvato lo scorso
settembre in cooperazione con il governo di Haiti ed altri partner.
Il finanziamento servirà ad aiutare il Service National
de l'Eau Potable (SNEP) a sviluppare una strategia nazionale
su acqua e servizi sanitari nelle zone rurali, in coordinamento
con organizzazioni governative e non-governative. Il fondo finanzierà
inoltre la costruzione e la riabilitazione di sistemi di approvvigionamento
idrico e sistemi sanitari delle scuole nelle aree meridionali.
Questi progetti saranno sviluppati in cooperazione con le comunità
locali, includeranno una componente educativa sull'igiene e
sperimenteranno nuovi approcci per il funzionamento e la manutenzione
delle infrastrutture. A giudizio dell'OMS (Organizzazione Mondiale
della Sanità), in Haiti solo il 51% delle abitazioni
rurali ha accesso ad acqua pulita, mentre solo il 23% ha servizi
sanitari adeguati.
Fonte:
Banca Mondiale, http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/NEWS/0,,contentMDK:20297360~menuPK
34464~pagePK:64003015~piPK:64003012~theSitePK:4607,00.html
| 7.
Servizi Sanitari di Emergenza: Sistemi innovativi in Australia
possono trovare applicazione nel disastro dello Tsunami |
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Un
sistema di trattamento in loco di acque di scarico sviluppato
originariamente dall'ADF (Australian Defence Force) per
l'uso in aree isolate, potrebbe trovare uso anche nelle regioni
colpite dallo Tsunami. Il sistema ha ricevuto ampia pubblicità
in Asia dopo aver vinto un premio in una trasmissione televisiva
australiana dedicata alle nuove invenzioni. Il sistema, chiamato
BiPu (Bioremedial In-field Personnel Unit), che non richiede
chimici o personale qualificato, consiste di due parti per il
trattamento primario e secondario. La prima parte è una
serie di mini contenitori settici in plastica leggera (15 kg)
che possono essere collegati allo scarico del bagno. La seconda
parte consiste in un sistema di fosse di assorbimento realizzate
in loco usando materiale disponibile, quale ferro dei tetti
e roccia sgretolata. L'inventore del sistema BiPu, Bob Patterson,
un riservista dell'esercito e in precedenza ufficiale sanitario,
è entusiasta della possibilità di usare la sua
tecnica nelle aree devastate dallo tsunami. Il sistema è
stato già diffuso in molte situazioni di emergenza in
tutto il mondo, inclusi Uganda e Timor Est.
Sito
Web: BiPu (Tasmanian Environmental Solutions), http://www.tasenvirosolutions.com.au/
Fonte:
The Mercury / NEWS.com.au, http://www.news.com.au/common/story_page/0,4057,11845732%255E3462,00.html
| 8.
Turbokiller: semplice disinfezione di acqua domestica |
Indice |
Nel
mondo l'acqua potabile pulita costituisce una rarità.
Mentre l'acqua di rubinetto dei paesi europei è di solito
qualitativamente ottima, nei paesi in via di sviluppo è
bene non berla affatto. Adesso un'invenzione che viene dall'Olanda
chiamata Turbokiller può fornire acqua potabile batteriologicamente
pura senza far ricorso a tecnologie complicate e senza aggiungere
sapori sgradevoli.
Le moderne tecnologie di disinfezione dell'acqua sono così
raffinate che il sapore non lascia sospettare presenza di sostanze
chimiche; anche se è presente cloro in realtà,
il livello può essere controllato al punto da introdurne
appena quanto serve per combattere i batteri. Sfortunatamente
di solito la tecnica richiede strumenti costosi e non alla portata
dei paesi in via di sviluppo. In ogni caso, l'acqua di rubinetto
nella maggior parte dei casi non è usata per bere, quindi
non è neanche necessario aggiungere cloro per ogni tipo
di utilizzo.
Qui entra in azione il Turbokiller. Si tratta semplicemente
di un rubinetto auto-disinfettante. L'inventore, Jan Tholen,
ha tratto ispirazione dal sistema usato per aggiungere cloro
alle piscine. Le moderne piscine pubbliche non hanno grosse
riserve di cloro, che di per se è velenoso e pericoloso,
ma ne producono quanto ne serve a partire dal normale sale da
cucina. Il sale viene convertito in cloro attraverso un processo
ben noto chiamato elettrolisi.
Il principio di base è semplicissimo. Facendo passare
una corrente elettrica attraverso una soluzione salina, il sale
si trasforma in cloro. Nelle piscine pubbliche, questo avviene
su larga scala e utilizzando apparecchi complicati. La sfida
di Tholen è stata quella di riuscire a praticare l'elettrolisi
su piccola scala per uso domestico. Nel Turbokiller la pressione
dell'acqua funziona da piccola turbina ed è usata per
pilotare un minuscolo generatore che produce energia sufficiente
da indurre un fenomeno elettrolitico, capace di creare cloro
quanto basta per disinfettare l'acqua necessaria per bere. Una
riserva di sale in un cilindro è tutto quello che serve
come base per il processo, e tale riserva basta per un anno.
Sito Web: www.rnw.nl/science/html/031124tap.html
| a.
Diario dal Bangladesh... (continua) |
Indice |
Diario
dal Bangladesh: Dove l'Acqua è vita, l'Acqua uccide.
Questa
è l'ultima delle storie dalle zone rurali del Bangladesh,
a cura di Md. Mahfuzul
Islam, Coordinatrice del Progetto di Abbattimento del Livello
di Arsenico a Livello Comunitario
in Jhenaidah, Bangladesh. Coadiuvato da IRC (www.irc.nl)
e Simavi (www.simavi.org).
Villaggio
di Achintonagar
Stavo
guidando una motocicletta insieme al nostro dottore. Stavamo
passando per Achintonagar, un piccolo villaggio 13km a nord
della città di Jhenaidah. Erano le 11 di mattina quando
ci siamo trovati alla fine del villaggio. Una donna anziana
accompagnata da una più giovane stava camminando per
la strada davanti a noi. Ho chiesto loro di fermarsi, mi sono
avvicinata e quindi ho chiesto se avevano problemi di acqua
potabile. Sapevo già che il villaggio ha problemi serissimi
di contaminazione da arsenico. Il valore più basso di
arsenico è di 0,1 mg per litro, mentre il più
alto arriva a 30mg per litro. Dopo aver parlato con loro sono
venuta a sapere che la giovane donna era sposata e che il figlio
piccolo aveva ulcere causate dalla contaminazione dei pozzi
usati per l'acqua potabile.
Pozzi
non analizzati
Sono
andata a casa loro e ho visto il bambino con le ulcere causate
dall'arsenico. Il loro pozzo era stato analizzato e segnalato
in "rosso" dal BAMWSP (Bangladesh Arsenic Mitigation
Water Supply), un'agenzia governativa. Volevo dare un'occhiata
alla licenza fornita dal governo per l'utilizzo delle tubature
del pozzo. Ma con mio sommo rincrescimento non ho trovato nessun
valore nella casella riservata al valore di arsenico. Era in
bianco. Mi hanno riferito che l'ispettore che era venuto ad
analizzare il loro impianto in realtà non aveva analizzato
il pozzo; gli aveva dato solo un'occhiata e lo aveva segnato
in "rosso".
Ho visto la presenza dell'assassino silenzioso sui corpi di
quella gente e ho promesso loro che avrei cercato di procurargli
acqua potabile.
Dopo
ci siamo spostati in un altro angolo del villaggio.
Malati
di Arsenicosi
E'
stato terribile vedere la gente di quella parte del villaggio.
Tutti coloro che mi venivano incontro erano malati di arsenicosi.
Tutto il corpo, inclusi mani, piedi, occhi, persino il petto,
ogni parte aveva i segni degli effetti dell'arsenico. Ho incontrato
Eyezuddin Molla (45 annni), Rabiul Islam (40), Abdul Wahab Mandal
(47), Noor Islam (37), Tara Vanu (35), Bulbuli (42), Monohar
Molla (44), Shayfali (40), Rahima Khatun (24), Ripon (8), Shabuz
(10), Jaheda Khatun (35), Taslima (30), Fatema (22) e più
di 30 persone che erano state attaccate seriamente dall'arsenico.
Gli
effetti dannosi dei vari composti dell'arsenico sui tessuti
e sulle funzioni dell'organismo sono ben noti. Dopo aver osservato
da vicino quelle persone ho capito che le loro malattie sono
croniche e che il più delle volte le vittime non si lamentano
e non hanno evidenza di sintomi fino a quando non si sottopongono
ad analisi dettagliate. Le loro condizioni di salute possono
anche portare al cancro della pelle.
L'inconsapevolezza
degli abitanti dei villaggi
La
causa dell'arsenicosi è l'acqua proveniente dalle falde
acquifere. Quando ho spiegato loro il pericolo estremo dell'arsenico
nell'acqua che bevono hanno quasi urlato dalla paura. Hanno
detto:
'Abbiamo bevuto quest'acqua per più di 18 anni. Non abbiamo
mai saputo niente dell'arsenico. Amader ki hobay? Amra Bachbo
to?" (Cosa ci succederà? Riusciremo a sopravvivere?).
Gli
ho parlato dei nostri interventi e del nostro lavoro. Li ho
informati della nostra clinica, di come rimuovere l'arsenico
dall'acqua, dei pozzi VSST [Very Shallow Shrouded Tubewells],
dei pozzi a circolo, dei pozzi scavati, dei filtri PSF [pond
sand filters]. Li ho anche informati del coinvolgimento
di Simavi nel nostro lavoro.
Sembrava che avessero visto una luce di speranza per la loro
sopravvivenza. Alcuni anziani mi hanno chiesto di risolvere
i loro problemi velocemente. Li ho assicurati che avrei fatto
del mio meglio, e ho lasciato quel posto pieno di facce contrariate,
ma dovevo tornare nel mio ufficio.
Mahfuz
Contatto:
Wendy Lambers, campaigner (SIMAVI), mailto:wendy.lambers@simavi.org
Informazioni sul progetto disponibili sul sito: http://www.simavi.org/simavi/download.do?id=205564.