IN PRIMO PIANO DAL MONDO DELL'ACQUA - Dicembre 2004

1. L' "impronta" del nostro consumo idrico

2. Contaminazione da Arsenico: buone notizie !

 

 



1. L' "impronta" del nostro consumo idrico

L' UNESCO-IHE ha pubblicato un rapporto, "L'impronta Idrica delle Nazioni", contenente un'analisi completa del fabbisogno di acqua per tutti i tipi di beni di consumo, del fabbisogno medio per individuo e per nazione, dei flussi di "acqua virtuale" tra le nazioni e della dipendenza delle nazioni dall'importazione di acqua. Il rapporto costituisce una nutrita fonte di informazioni mai pubblicate finora.

La globalizzazione del commercio ha considerato gratuita l'acqua nel mercato globale. L'acqua in agricoltura ha attualmente un prezzo molto più basso del suo valore reale nella maggior parte dei paesi del mondo fino al punto che un volume di acqua sempre maggiore viene usato per produrre prodotti da esportazione. Nel mondo in cui viviamo oggi, i giapponesi stanno causando la riduzione delle risorse idriche negli Stati Uniti e gli europei hanno un serio impatto sui sistemi idrici del Brasile.

Questo è il risultato di uno studio condotto dall'Istituto per l'Educazione all'Acqua (UNESCO-IHE) in Olanda. Un gruppo internazionale di ricercatori ha stimato le dimensioni dell' "impronta idrica" di ogni nazione. L'impronta idrica di una nazione è il volume di acqua necessaria per la produzione di beni e servizi consumati dai suoi abitanti. I consumatori sono ben poco consapevoli dell'ammontare di acqua necessaria per i propri consumi quotidiani. Bere una tazzina di caffè costa 140 litri d'acqua. Un hamburger equivale a 2400 litri d'acqua. Indossare una T-shirt di cotone implica un consumo di più di 4000 litri d'acqua.

Un cittadino medio del mondo consuma 1240 metri cubi di acqua in un anno per la sua produzione alimentare. Un cittadino americano medio ne consuma il doppio. Un cittadino cinese ha bisogno di soli 700 metri cubi all'anno.

Tutte le nazioni dipendono, in misura diversa da nazione a nazione, dale risorse idriche di altre nazioni. Per esempio la Giordania importa 5 miliardi di metri cubi di acqua all'anno sotto forma di prodotti di importazione, che è pari a cinque volte il prelievo di acqua dalle risorse idriche interne. L'Egitto, a fronte di un prelievo interno di 65 miliardi di metri cubi di acqua, importa acqua per un valore stimato di 14 miliardi di metri cubi, nonostante un'agenda in cui è stato incluso l'obiettivo dell'autosufficienza in termini di risorse idriche. I maggiori esportatori di acqua al mondo sono gli USA, il Canada, l'Australia, il Brasile e l'Argentina. I maggiori importatori sono il Giappone, l'Italia, il Regno Unito e la Germania. Ironia della sorte, il continente africano, certamente non noto per l'abbondanza delle sue risorse idriche, presenta un'esportazione netta di acqua verso gli altri continenti, in particolare verso l'Europa.

L'uso dell'acqua per produrre beni di esportazione verso il mercato globale contribuisce significativamente al mutamento dei sistemi idrici locali e regionali. Gli abitanti del Giappone consumano una quantità enorme di cereali e di soia statunitensi, contribuendo al sovrasfruttamento delle falde acquifere, allo svuotamento dei fiumi e all'incremento del fenomeno dell'evaporazione nel Nord America. Esempi sono la quasi svuotata falda acquifera dell'Ogallala e il fiume Colorado. I consumatori europei contribuiscono significativamente alla richiesta d'acqua dell'America Latina. Circa il 15-20% dei problemi idrici del mondo possono essere ricondotti alla produzione di beni di consumo destinati all'esportazione.

Sito Web: Waterfootprint - http://www.waterfootprint.org/.
Email:
waterfootprint@unesco-ihe.org
Link al Report Principale: http://www.waterfootprint.org/Reports/Report16Vol1.pdf (2.5 MB)
Link alle Appendici: http://www.waterfootprint.org/Reports/Report16Vol2.pdf (1.4 MB)

 

 



2. Contaminazione da Arsenico: buone notizie !

Una nuova tecnologia sviluppata dall'UNESCO-IHE per la rimozione dell'arsenico dall'acqua usata per il consumo domestico sta riscuotendo grosso successo da quando ha ricevuto il Premio Annuale per l'Innovazione in Olanda, nella categoria Tecnologie Idriche. Il comitato ha voluto dare un riconoscimento ai risultati ottenuti dopo anni di ricerche. L'obiettivo iniziale del gruppo di ricerca, guidato dal Dr. Branislav Petrusevski , era di sviluppare un sistema di rimozione dell'arsenico che fosse semplice, a basso costo, e utilizzabile a livello familiare. Il sistema è basato sull'assorbimento dell'arsenico da parte di un filtro in sabbia rivestito da ossido di ferro, appropriato per un utilizzo da parte di comunità rurali a livello familiare. Il cosiddetto "filtro familiare", alla fine di intensi studi di laboratorio e di ricerche sul campo, si è rivelato altamente efficace.

Il filtro familiare è in grado di rimuovere arsenico dall'acqua di rubinetto qualunque sia il livello di concentrazione. Il sistema è semplice da utilizzare, opera attraverso la forza di gravità e non ha bisogno di nessun chimico aggiuntivo. Può produrre approssimativamente 100 litri di acqua al giorno utilizzabile per bere e cucinare, sufficiente per servire 20 persone per un periodo continuativo di 18-24 mesi senza bisogno di cambiare la parte assorbente. Dodici filtri familiari hanno operato con successo in cinque villaggi del Bangladesh dal febbraio del 2004. Oltre alla rimozione dell'arsenico, i filtri hanno dimostrato di essere in grado di rimovere anche il ferro. Nella seconda fase del progetto, che dovrebbe cominciare nei primi del 2005, alcune centinai a di filtri saranno forniti a famiglie in selezionati villaggi del Bangladesh.

Dopo il successo riscosso dai filtri familiari, lo staff dell'UNESCO-IHE ha intrapreso lo sviluppo di tecnologie per la rimozione dell'arsenico adatte a applicazioni centralizzate e basate su un trattamento simile ai filtri. Test pilota sono stati portati avanti a Calastra (Grecia) e a Mako (Ungheria). Gli impianti pilota in entrambe le città hanno sistematicamente prodotto acqua pura a partire da acqua ad alta concentrazione di arsenico (fino a 300ppb) per svariati mesi di operatività. In questo momento le ricerche di laboratorio presso l'UNESCO-IHE si stanno concentrando sull'ottimizzazione di questa tecnologia, specificamente sul ciclo rigenerativo.

UNESCO-IHE - http://www.unesco-ihe.org/
Articolo - http://www.unesco-ihe.org/vmp/articles/News/NEW-20041119-11-19-8.html