1.
Obiettivi di Sviluppo: Acqua potabile e servizi sanitari
obiettivi a rischio
2.
Crisi Idrica: nuovi studi sostengono che è
necessaria un'azione globale
3.
Acqua Virtuale: come i consumatori occidentali contribuiscono
alla sete globale
4.
Acqua per la pace: una delle "10 storie
che il mondo dovrebbe ascoltare più spesso"
5.
LIBANO:
I fiumi come parte del conflitto con Israele
6.
Pubblico e non privato: la chiave per fermare la
povertà secondo Oxfam e WaterAid
7.
Corruzione: lanciata la Rete dell'integrità
per l'acqua (Water Integrity Network) per "tenere l'acqua
pulita"
8.
Cooperazione Sud-Sud: esempi recenti dal settore
dei servizi idrici
9.
Acqua in bottiglia: parte del probleme - e non la
soluzione
10.
Raccolta di acqua piovana dai tetti: problematica
la qualità dell'acqua
11.
"RAIN GARDENS": suluzione ecologica per
ridurre inondazioni e inquinamento dovuto all' acqua piovana
12.
Nanotecnologie: importanza per acqua e servizi sanitari
nei paesi in via di sviluppo
Hanno detto...
a.
Nalangu Taki, Associazione delle Donne coltivatrici
Encholla, Narok, Kenya
b.
Dr Rivka Kfir, CEO, Water Research Commission (WRC),
Sud Africa
c.
John Bowis, Membro Conservatore del Parlamento Europeo
per Londra, UK
| 1.
Obiettivi di Sviluppo: Acqua potabile e servizi sanitari obiettivi
a rischio |
|
Il
mondo rischia di mancare gli obiettivi sulla fornitura di acqua
potabile e di servizi sanitari a meno che non ci sia un incremento
in termini di risorse e investimenti da qui al 2015, sostengono
in un nuovo rapporto l'Organizzazione Mondiale della Sanità
(WHO) e l'UNICEF.
Per raggiungere gli Obiettivi del Millennio (MDG) sui servizi
sanitari bisognerà almeno duplicare gli sforzi fatti finora.
Aumentare di un terzo gli sforzi è necessario per rispettare
l'obiettivo di sviluppo sull'acqua potabile.
La
situazione sta diventando particolarmente acuta nelle aree urbane,
dove la rapida crescita della popolazione sta facendo crescere
la pressione sulla fornitura di servizi e sulla sanità
per la popolazione.
L'Africa
Sub-sahariana rimane l'area di maggior preoccupazione. Nel periodo
1990-2004, il numero di persone senza accesso all'acqua potabile
è aumentato del 23% e il numero di persone senza servizi
igienici è cresciuto del 30%.
Il
rapporto WHO/UNICEF fornisce i dati di copertura per l'acqua e
i servizi igienici dal 1990 al 2004 a livello nazionale, regionale
e globale, insieme ad un'analisi delle prospettive fino al 2015.
Riferimenti: WHO/UNICEF Joint Monitoring Programme for Water Supply
and Sanitation (2006). Meeting the MDG drinking water and sanitation
target : the urban and rural challenge of the decade. Geneva,
Switzerland, World Health
Organization ; New York, NY, USA, UNICEF.
http://www.wssinfo.org/en/40_mdg2006.html
;
MDG
Goal 7 on ensuring environmental sustainability, includes a target
of halving the proportion of people without access to safe drinking
water and basic sanitation facilities.
http://www.developmentgoals.org/
Fonte:
OMS, http://tinyurl.com/hwka8
|
2. Crisi Idrica: nuovi studi sostengono che è necessaria
un'azione globale |
Indice |
Durante
la Settimana Mondiale dell'Acqua 2006 di Stoccolma, due nuovi
studi sul deterioramento della situazione idrica globale hanno
attirato l'attenzione dei media. Un rapporto dell'organizzazione
naturalistica WWF mostra come il profilarsi della crisi idrica
stia coinvolgendo sia i paesi poveri che quelli ricchi. Il riscaldamento
globale, l'arretramento delle zone umide, e un erroneo sfruttamento
delle risorse sono tra le cause principali dell'accresciuta mancanza
di acqua a livello planetario, secondo il WWF. Il secondo studio,
pubblicato dall'Istituto Internazionale sulla Gestione dell'Acqua
(IWMI), conclude che un terzo della popolazione mondiale - soprattutto
nei paesi in via di sviluppo - è già adesso a corto
di acqua.
Benché
i due studi offrano simili proposte per la riduzione della scarsità
di acqua, l'analisi del WWF presenta una gamma di soluzioni per
i paesi benestanti che richiedono elevati costi per fronteggiare
il problema. "In quasi tutte le megalopoli dal 40 al 60%
circa di acqua non raggiunge i consumatori, per le perdite e la
scarsa manutenzione del sistema idrico", dice Asit Biswas,
vincitore del Premio Stoccolma per l'Acqua 2006.
IWMI
incita i paesi in via di sviluppo a spingere per una maggiore
efficienza nell'uso di acqua piovana in agricoltura, che permetta
anche di produrre più cibo e ridurre la povertà.
Riferimenti:
Dickie, P. (2006). Rich countries, poor water. Zeist, The Netherlands,
WWF Global Freshwater Programme. PDF file:
http://assets.panda.org/downloads/richcountriespoorwater.pdf
IWMI
(2006). Insights from the Comprehensive Assessment of Water
Management in Agriculture. PDF file, http://tinyurl.com/zp4rd
Siti Web: WWF - Freshwater, http://www.panda.org/freshwater/
; IWMI -
Comprehensive Assessment of Water Management in Agriculture
http://www.iwmi.cgiar.org/assessment/
Fonte:
Alana Herro, World Watch, http://www.worldwatch.org/node/4486
|
3.
Acqua Virtuale: come i consumatori occidentali contribuiscono
alla sete globale
|
Indice |
Acqua
Virtuale: come i consumatori occidentali contribuiscono alla sete
globale
Le
fattorie povere in Africa soffrono perchè i consumatori
occidentali possano godere del lusso di verdure e fiori fuori
stagione. Questi prodotti, cresciuti per il mercato europeo con
il contributo delle grandi imprese agricole, richiedono una notevole
quantità di acqua: un pacco di insalata di 50g, per esempio,
equivale allo spreco di quasi 50 litri di acqua. Le fattorie che
vivono seguendo l'esempio di queste imprese hanno carenza d'acqua
e soffrono di povertà estrema. Gruppi di pressione ambientalisti
nel Regno Unito denunciano l'eccessivo spreco d'acqua e affermano
che i consumatori inglesi dei supermercati stanno contribuendo
alla sete globale.
L'insostenibile
estrazione dell'acqua su larga scala per l'agricoltura e l'orticoltura
sta giocando un ruolo crescente nella crisi ecologica che sta
vivendo il lago Naivasha, il secondo lago del Kenya, che ha già
visto dimezzare le sue dimensioni. "Il Naivasha è
stato sacrificato perchè chiediamo troppa acqua. Quasi
tutti quelli che in Europa hanno mangiato fagioli o fragole dal
Kenya o hanno ammirato le rose del Kenya hanno comprato anche
acqua del Naivasha. Questo prelievo sta prosciugando il lago.
Presto diventerà una pozza fetida e umida, dove le comunità
impoverite si ritroveranno a vivere lungo sponde desertiche",
afferma il biologo David Harper che ha monitorato il lago per
l'Istituto Earthwatch.
Sito
Web: Water Footprint and Virtual Water, http://www.waterfootprint.org/
Fonte:
Jeremy Laurance, The Independent / Right to Water list, http://lists.iatp.org/listarchive/archive.cfm?id=119358
; Earthwatch Institute, http://tinyurl.com/p4dk8
| 4.
Acqua
per la pace: una delle "10 storie che il mondo dovrebbe
ascoltare più spesso" |
|
Esplorare
il potenziale che le risorse idriche hanno sulla pace alle frontiere,
è una delle "Dieci Storie che il Mondo dovrebbe ascoltare
più spesso", secondo le Nazioni Unite (UN). L'iniziativa,
prima lanciata dal Dipartimento di Informazione Pubblica (DPI)
dell'ONU nel 2004, punta a focalizzare l'attenzione dei media
su importanti questioni di sviluppo.
Rispetto
a ricorrenti allarmi su imminenti "guerre dell'acqua",
la condivisione di risorse idriche sono spesso un insospettato
mezzo per una cooperazione fruttifera. Le ricerche dimostrano
più di una evidenza storica in cui l'acqua ha giocato un
ruolo di catalizzatore della cooperazione, piuttosto che
di materia di conflitto.
Un
esempio di come le stesse Nazioni Unite promuovano la cooperazione
nella gestione transfrontaliera dell'acqua è il progetto
Da Potenziale Conflitto a Potenziale Cooperazione (PCCP) lanciato
dall'UNESCO.
Riferimenti: Water wars: climate change a threat
to global security, British Defense Secretary, Source Weekly,
http://www.irc.nl/page/28426
;
UNESCO - PCCP: from Potential Conflict to Cooperation Potential
- Water
conflict resolution and transboundary water management - project
website,
http://www.unesco.org/water/wwap/pccp/index.shtml
Fonte:
UN - 2006 List of '10 Stories the World Should Hear More About'
,
http://www.un.org/events/tenstories/
| 5.
LIBANO: I fiumi come parte del conflitto con Israele
|
Indice |
L'acqua
ha rivestito e continua a rivestire un ruolo di grande importanza
nel conflitto Israelo-libanese, benché la verità
di questa asserzione sia spesso trascurata.
Meritevoli di considerazione in questo contesto sono le due vie
d'acqua nel sud del Libano.
Il
fiume Hasbani (e il suo affluente Wazzani): il fiume fornisce
il 20-25% dell'acqua che finisce nel Mare di Galilea, che a sua
volta rifornisce Israele. Nasce in Libano e scorre per circa 50
chilometri attraverso il suo territorio prima di unirsi al fiume
Giordano e confluire nel Mare di Galilea. I tentativi libanesi
di usare l'acqua di questo fiume per rifornirsi di acqua potabile
nel Sud hanno incontrato crescenti risposte violente di Israele.
Il
fiume Litani: l'intero bacino è contenuto all'interno dei
confini del Libano. Nasce nel nord della Valle della Bekaa, quindi
sfocia nel Mediterraneo vicino a Tiro, e il suo punto di scorrimento
più vicino è a soli 4 km dal confine con Israele.
L'interesse di Israele nelle acque del Libano è stato a
lungo dimostrato sui due fiumi, in particolare il Litani. Storicamente,
varie e frequenti proposte sono state avanzate per il suo uso
per gli scopi di Israele.
Il
Litani è tornato a interessare la stampa globale nella
crisi del 2006 perché tirato ancora una volta fuori da
Israele come limite all'invasione del Libano. Data la distruzione
delle infrastrutture libanesi, il Litani e l'Hasbani saranno di
vitale importanza per la sopravvivenza e la ricostruzione del
paese.
Fonte: Arab Media Watch, http://tinyurl.com/ket5f
| 6.
Pubblico e non privato: la chiave per fermare la povertà
secondo Oxfam e WaterAid |
Indice |
I
servizi pubblici primari - sanità, educazione, acquedotti
e fognature - sono essenziali per il livello globale di povertà
secondo un nuovo rapporto di Oxfam e WaterAid. Le due agenzie
affermano che solo I governi sono nella posizione di fornire tali
servizi nella scala necessaria per ridurre la povertà.
Il
rapporto richiama i governi dei paesi in via di sviluppo ad un
maggior impegno finanziario nei riguardi dei servizi primari,
e i governi dei paesi ricchi ad aiutare i piani dei primi attraverso
un maggior supporto di lungo termine al loro sviluppo.
Per
valutare l'efficacia dei governi nei paesi in via di sviluppo,
Oxfam ha suggerito un Indice dei Servizi Primari che classifica
i paesi in quattro aree sociali - tasso di sopravvivenza infantile,
scolarità, accesso ad acqua pulita, e accesso a servizi
sanitari - e confronta il loro livello con il prodotto nazionale
lordo.
I
paesi ricchi e la Banca Mondiale sono attualmente criticati per
aver compromesso la capacità dei governi di fornire servizi
pubblici primari promuovendo progetti di privatizzazione inadeguati
nei settori della sanità e dell'acqua, e non riuscendo
a portare livelli adeguati di riduzione dei debiti.
Il rapporto riconosce che il settore privato ha un ruolo da giocare,
così come la società civile, ma afferma che non
può fornire i servizi primari nella scala che serve, soprattutto
per i poveri.
Rapporto:
Emmett, B.
[et al.] (2006). In the public interest : health,
education, and water and sanitation for all. Oxford, UK, Oxfam
International ; London, UK, WaterAid.
http://www.oxfam.org/en/policy/briefingpapers/bp_public_internest
Fonte:
Oxfam, http://tinyurl.com/jexwm
| 7.
Corruzione: lanciata la Rete dell'integrità per l'acqua
(Water Integrity Network) per "tenere l'acqua pulita" |
Indice |
La
pervasività del fenomeno della corruzione nel settore dell'acqua,
ha stimolato la principale agenzia di osservazione anti-corruzione,
Transparency International, e cinque altre organizzazioni che
si occupano di acqua a unire le forze per combattere la corruzione
attraverso la Rete dell'Integrità per l'Acqua (Water Integrity
Network, WIN). La rete è stata lanciata ufficialmente nella
settimana dell'acqua tenutasi a Stoccolma ad Agosto scorso.
"La
rete dell'integrità per l'acqua spera di poter aiutare
a ridurre un porblema che in pratica agisce da barriera al miglioramento
delle vite della gente povera del mondo", ha affermato Donal
O'Leary, consigliere di Transparency International, che ospita
il segretariato di WIN. WIN si occuperà di far fronte al
bisogno di aumentare la consapevolezza e di agevolare azioni efficaci
anti-corruzione sul terreno, a partire dall'influenza sulle politiche
nazionali tramite iniziative della società che coinvolgano
il settore pubblico e privato.
WIN
è stato fondato da IRC (International Water and Sanitation
Centre), SIWI (Stockholm International Water Institute), SWH (Swedish
Water House), TI (Transparency International), e WSP-Africa (Water
and Sanitation Program-Africa). AquaFed, la federazione internazionale
di operatori privati del settore idrico, è il nuovo membro
della rete. Win è aperta a nuove candidature dal settore
pubblico e privato e dalla società civile che vogliono
impegnarsi per rimuovere la piaga della corruzione dal settore
dei servizi idrici.
Siti
web: Water Integrity Network, http://www.waterintegritynetwork.net/
; Transparency International - WIN,
http://www.transparency.org/news_room/in_focus/win
Fonte: TI / WIN / SIWI,
http://www.worldwaterweek.org/press/22_WIN%20Release%20Final.pdf
; Thalif Deenm, IPS,
http://www.ipsnews.net/news.asp?idnews=34423
| 8.
Cooperazione Sud-Sud: esempi recenti dal settore dei servizi
idrici |
Indice |
La
richiesta di una maggiore cooperazione tra paesi in via di sviluppo
è stata ribadita da leader politici come il presidente
del Venezuela Hugo Chavez e il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad
nella loro retorica anti-occidentale. Aggiungendo a questo l'argomento
da parte di ActionAid che l'assistenza tecnica occidentale è
spesso troppo costosa o inefficace, la cooperazione sud-sud diventa
una attrattiva alternativa. Paesi come la Cina, la Tailandia,
l'India e il Brasile sono sempre più attivi in questo ambito.
Ecco
vari esempi di cooperazione sud-sud nel settore dei servizi idrici:
·
Iran e Afghanistan hanno firmato un protocollo di intesa sulla
cooperazione nei settori dell'acqua e dell'energia
· Marocco e Messico hanno firmato un accordo sullo scambio
di tecnologie in varie aree di pianificazione e amministrazione
dei servizi idrici
· L'India ha in programma una collaborazione su con il
Messico su una ricerca che studi modalità di approccio
ai problemi dell'acqua nelle aree urbane e semi-urbane, confrontando
diversi scenari a Città del Messico e Nuova Delhi
· In risposta a richieste provenienti dal ministero dell'acqua
di Etiopia, Congo e Lesotho, l'Egitto ha dichiarato che è
pronto a fornire la propria esperienza nel settore agli stati
africani
Sito
Web: UNDP - Special Unit for South-South Cooperation, http://tcdc.undp.org/
Fonti:
IRIN, http://www.irinnews.org/report.asp?ReportID=54344;
IPS, http://www.ipsnews.net/news.asp?idnews=33878;
North-South Versus South-South, The Networker, http://www.bond.org.uk/networker/july06/northsouth.htm
; IranMania, http://tinyurl.com/m4tge;
Morocco: exchange of technology agreement signed with Mexico,
Source Weekly, http://www.irc.nl/page/29434
; Indo-Asian News Service / Hindustan Times, http://www.hindustantimes.com/news/181_1719502,0008.htm;
The Ethiopian Herald / allAfrica.com, http://allafrica.com/stories/200606280382.html
| 9.
Acqua in bottiglia: parte del probleme - e non la soluzione |
Indice |
Il
consumo globale di acqua in bottiglia è raddoppiato in
cinque anni, e corrispondentemente è aumentato il consumo
di quantità enormi di energia, producendo rifiuti tossici
e mettendo a rischio l'ambiente vicino alle fabbriche di produzione,
ha dhìichiarato l'Istituto per le Politiche della Terra
(Earth Policy Institute, EPI).
Gli
Stati Uniti sono i primi consumatori, seguiti da Messico, Cina
e Brasile. Con due bicchieri al giorno, gli Italiani sono I primi
consumatori per persona. Il Libano e gli Emirati Arabi Uniti hanno
la crescita più veloce, mentre il consumo dell'India è
triplicato.
L'EPI
afferma che l'acqua in bottiglia spesso non è affatto più
sicura dell'acqua di rubinetto ma può costare 10,000 volte
tanto. L'Acqua di rubinetto è distribuita attraverso tubazioni
più efficienti dal punto di vista energetico mentre trasportare
bottiglie richiede una quantità enorme di combustibile.
Nel 2004, 1,4 milioni di bottiglie di acqua di rubinetto finlandese
sono state spedite in Arabia Saudita.
Ogni
anno, 2,7 milioni di tonnellate di plastica sono usate per fabbricare
botiglie - la sola America usa per questo una quantità
di combustibile necessaria per 100,000 automobili. Le bottiglie
di scarto impiegano 1,000 anni per biodegradarsi, mentre l'incinerazione
produce cloro e metalli pesanti.
I
consumatori associano all'acqua in bottiglia una condizione più
salutare, ma l'EPI sostiene che il 40% dell'acqua in bottiglia
inizialmente deriva da acqua di rubinetto.
Sito web correlato: What's in your Water Bottle,
http://www.pbs.org/frontlineworld/stories/bolivia/waterbottle.html
Notizie
correlate: Bottled water: "environmental madness" and
often not
safe, Source: http://www.irc.nl/page/14913
; Nepal: increased use of bottled water pollutes Pokhara,
Source: http://www.irc.nl/page/10478
Fonti:
Water Observatory, http://www.waterobservatory.org/headlines.cfm?RefID=88585
; Finfacts Business News Centre, http://tinyurl.com/jtopc
; Emily Arnold and Janet Larsen, Bottled Water: Pouring Resources
Down the Drain, Earth Policy Institute
http://www.earth-policy.org/Updates/2006/Update51.htm
| 10.
Raccolta di acqua piovana dai tetti: problematica la qualità
dell'acqua |
Indice |
Una
nuova revisione internazionale dimostra che la qualità
dell'acqua raccolta dai tetti spesso non rispetta i valori di
qualità prescritti dagli standard internazionali. La maggior
parte degli studi da più parti del mondo rivelano che l'acqua
raccolta presenta pesanti contaminazioni microbiologiche rispetto
a una varietà di indicatori da organismi patogeni a meno
che non vengano adottate metodologie di raccolta e conservazione
specifiche. In alcuni casi anche metalli pesanti e tracce di residui
organici possono porre problemi. Meera e Ahammed discutono di
vari fattori che hanno impatto sulla qualità fisico-chimica
e microbiologica dell'acqua raccolta. La revisione indica dunque
che un'analisi dell'acqua piovana raccolta dovrebbe essere effettuata
prima del consumo soprattutto per evidenziare il contenuto microbiologico.
Un
trattamento appropriato dell'acqua raccolta è necessario
per rendere l'acqua potabile. La revisione dimostra anche che
c'è bisogno di ulteriori ricerche su strategie progettuali
e manutentive per minimizzare la contaminazione.
Riferimento:
Meera V. and Ahammed, M.M. (2006). Water quality of rooftop rainwater
harvesting systems: a review. Journal of water supply - research
and technology - Aqua ; vol. 55, no. 4 ; p 257-268; http://www.iwaponline.com/jws/055/jws0550257.htm
| 11.
"RAIN GARDENS": suluzione ecologica per ridurre
inondazioni e inquinamento dovuto all' acqua piovana |
Indice |
Impianti
di ritenzione biologica, o"rain gardens", servono a
due funzioni nella gestione delle acque piovane nelle città:
controllo delle inondazioni e dell'inquinamento. Enti locali degli
USA hanno promosso questa soluzione da quando sono stati introdotti
nuovi standard di controllo nel 1987.
Un
"rain garden" è una leggera depressione del suolo,
formata da terreno permeabile e da vegetazione locale, e coperta
da un leggero strato protettivo. Questa struttura raccoglie i
flussi di acqua piovana provenienti da superfici impervie come
tetti e strade di scorrimento, e fa si che possa infiltrarsi nel
terreno invece che scaricarsi nelle fogne o nei canali di raccolta.
I "rain gardens" possono essere adattati sia alle case
individuali che agli altri edifici. Il potenziale di rimozione
degli inquinanti e dei residui organici è stato confermato
da uno studio recente.
Nel
2005 Kansas City è stata una delle città degli Stati
Uniti a promuovere i "rain gardens". Il programma "10,000
rain garden nella città" è stata unìiniziativa
pubblica-privata con il duplice scopo di risolvere un problema
e informare la cittadinanza sulla problematica.
Riferimento: Dietz, M.E. and Clausen, J.C. (2006).
Saturation to improve pollutant retention in a rain garden. Environmental
science and technology ; vol. 40, no. 4 ; p. 1335-1340. DOI: 10.1021/es051644f;
http://dx.doi.org/10.1021/es051644f
Sito
Web Campagna: 10,000 Rain Gardens [http://www.rainkc.com/]
Altri
Siti Web: Sanicon - Stormwater Management and Urban Drainage in
Developing
Countries, http://www.sanicon.net/titles/topicintro.php3?topicId=5
; Rain Gardens of West Michigan, http://www.raingardens.org/ ;
Rain Garden Network, http://www.raingardennetwork.com/
Fonte:
ENS,
http://www.ens-newswire.com/ens/jun2006/2006-06-27-01.asp;
Lizz Thrall, American Chemical Society, http://pubs.acs.org/subscribe/journals/esthag-w/2005/dec/tech/lt_raingarden.html
| 12.
Nanotecnologie: importanza per acqua e servizi sanitari nei
paesi in via di sviluppo |
Indice |
L'Istituto
sul Dibattito Globale per le Nanotecnologie e la Povertà
(Meridian Institute's Global Dialogue on Nanotechnology and the
Poor, GDNP) ha pubblicato un articolo sulle possibili opportunità
e i rischi nell'utilizzo delle nanotecnologie per affrontare i
problemi di acqua e servizi sanitari nei paesi in via di sviluppo.
L'articolo mostra che esiste molta ricerca nel campo delle nanotecnologie
indirizzata al trattamento delle acque, compresi filtri, catalizzatori,
nanoparticelle magnetiche, e sensori. La maggior parte dei progressi
si è vista finora nella nanofiltrazione. L'articolo descrive
un progetto di ricerca nel Sudafrica dove le membrane per nanofiltrazione
sono state usate per fornire acqua potabile a comunità
rurali. Non è chiaro comunque come queste tecnologie vengano
usate negli altri paesi in via di sviluppo. Una preoccupazione
è che ci sia relativamente poca informazione sui potenziali
rischi e sul rapporto costi/benefici della tecnologia.
Hillie, T.
[et al.] (2006). Nanotechnology,
water, and development.
Dillon, CO, USA, Meridian Institute. http://www.merid.org/nano/waterpaper/
Siti
web: Meridian Institute - Nanotechnology Portal, http://www.merid.org/nano/
; e Nanotechnology and Development News, http://www.merid.org/NDN/
Notizie
correlate: Nanotechnology: potential water applications in developing
countries, Source: http://www.irc.nl/page/22818
| a.
Nalangu Taki, Associazione delle Donne coltivatrici Encholla,
Narok, Kenya |
Indice |
"Le
donne si svegliano alle sei ogni mattina e camminano per più
di 20 chilometri per arrivare alle sorgenti. Quando arrivano,
incontrano i leoni, anche loro alla ricerca di acqua".
Nalangu
Taki, appartenente ai gruppi femminili delle fattorie di Encholla,
Narok, nel sud-est del Kenya, parlando all'IPS. Ha riferito che
nei passati due anni, quattro donne, un uomo e un ragazzo sono
stati uccisi dai leoni mentre andavano a raccogliere l'acqua a
Narok.Piuttosto che uccidere i leoni, Taki ha chiesto al governo
di costruire punti di approvviggionamento più vicini alle
case dei residenti di Narok. Taki ha parlato alla Conferenza Nazionale
su Equità e Sviluppo a Nairobi, 22-23 maggio 2006
Fonte: Joyce Mulama, IPS, http://www.ipsnews.net/news.asp?idnews=33355
| b.
Dr Rivka Kfir, CEO, Water Research Commission (WRC), Sud Africa |
Indice |
"Non
c'è alcun bisogno di usare acqua in bottiglia in parlamento;
si può usare acqua di rubinetto
non c'è niente
che non vada nell'acqua di rubinetto".
Dott.
Rivka Kfir, CEO della Commissione per le Ricerche sull'Acqua (Water
Research Commission, WRC) del SudAfrica, nel suo discorso ai membri
dell'Accademia Nazionale della scienza e tecnologia
Fonte:
Richard Davies, Independent Online, http://tinyurl.com/nmsfp
| c.
John Bowis, Membro Conservatore del Parlamento Europeo per
Londra, UK |
Indice |
"Farò
tutto ciò che è in mio potere per risolvere le pecche
dell'Iniziativa Europea per l'Acqua (EUWI) tramite il Parlamento
Europeo. E' frustrante e in fondo anche una perdita cronica di
denaro dei contribuenti che un ente messo in piedi per aiutare
le persone più povere del mondo a superare il problema
della povertà in quattro annni non ha contribuito ad assistere
neanche una persona in più".
John
Bowis, Membro Conservatore del Parlamento Europeo per Londra,
parlando a supporto della richiesta di WaterAid di riformare L'Iniziativa
Europea per l'Acqua(EUWI, http://www.euwi.net/).
Il 10 luglio 2006 WaterAid (http://www.wateraid.org/
) si trovava a Bruxelles per dare più di 21,000 volantini
della campagna Bicchieri Vuoti firmati da sostenitori ai membri
del Parlamento Europeo.
Fonte: WaterAid, http://tinyurl.com/lsdmh
; Conservatives, http://tinyurl.com/ppedo