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IN PRIMO PIANO DAL MONDO DELL'ACQUA - Ottobre 2006

1. Obiettivi di Sviluppo: Acqua potabile e servizi sanitari obiettivi a rischio

2. Crisi Idrica: nuovi studi sostengono che è necessaria un'azione globale

3. Acqua Virtuale: come i consumatori occidentali contribuiscono alla sete globale

4. Acqua per la pace: una delle "10 storie che il mondo dovrebbe ascoltare più spesso"

5. LIBANO: I fiumi come parte del conflitto con Israele

6. Pubblico e non privato: la chiave per fermare la povertà secondo Oxfam e WaterAid

7. Corruzione: lanciata la Rete dell'integrità per l'acqua (Water Integrity Network) per "tenere l'acqua pulita"

8. Cooperazione Sud-Sud: esempi recenti dal settore dei servizi idrici

9. Acqua in bottiglia: parte del probleme - e non la soluzione

10. Raccolta di acqua piovana dai tetti: problematica la qualità dell'acqua

11. "RAIN GARDENS": suluzione ecologica per ridurre inondazioni e inquinamento dovuto all' acqua piovana

12. Nanotecnologie: importanza per acqua e servizi sanitari nei paesi in via di sviluppo

 

Hanno detto...

a. Nalangu Taki, Associazione delle Donne coltivatrici Encholla, Narok, Kenya

b. Dr Rivka Kfir, CEO, Water Research Commission (WRC), Sud Africa

c. John Bowis, Membro Conservatore del Parlamento Europeo per Londra, UK

 


1. Obiettivi di Sviluppo: Acqua potabile e servizi sanitari obiettivi a rischio


Il mondo rischia di mancare gli obiettivi sulla fornitura di acqua potabile e di servizi sanitari a meno che non ci sia un incremento in termini di risorse e investimenti da qui al 2015, sostengono in un nuovo rapporto l'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) e l'UNICEF.
Per raggiungere gli Obiettivi del Millennio (MDG) sui servizi sanitari bisognerà almeno duplicare gli sforzi fatti finora. Aumentare di un terzo gli sforzi è necessario per rispettare l'obiettivo di sviluppo sull'acqua potabile.

La situazione sta diventando particolarmente acuta nelle aree urbane, dove la rapida crescita della popolazione sta facendo crescere la pressione sulla fornitura di servizi e sulla sanità per la popolazione.

L'Africa Sub-sahariana rimane l'area di maggior preoccupazione. Nel periodo 1990-2004, il numero di persone senza accesso all'acqua potabile è aumentato del 23% e il numero di persone senza servizi igienici è cresciuto del 30%.

Il rapporto WHO/UNICEF fornisce i dati di copertura per l'acqua e i servizi igienici dal 1990 al 2004 a livello nazionale, regionale e globale, insieme ad un'analisi delle prospettive fino al 2015.


Riferimenti: WHO/UNICEF Joint Monitoring Programme for Water Supply and Sanitation (2006). Meeting the MDG drinking water and sanitation target : the urban and rural challenge of the decade. Geneva, Switzerland, World Health
Organization ; New York, NY, USA, UNICEF.
http://www.wssinfo.org/en/40_mdg2006.html ;

MDG Goal 7 on ensuring environmental sustainability, includes a target of halving the proportion of people without access to safe drinking water and basic sanitation facilities.
http://www.developmentgoals.org/

Fonte: OMS, http://tinyurl.com/hwka8


 

 



2. Crisi Idrica: nuovi studi sostengono che è necessaria un'azione globale Indice

Durante la Settimana Mondiale dell'Acqua 2006 di Stoccolma, due nuovi studi sul deterioramento della situazione idrica globale hanno attirato l'attenzione dei media. Un rapporto dell'organizzazione naturalistica WWF mostra come il profilarsi della crisi idrica stia coinvolgendo sia i paesi poveri che quelli ricchi. Il riscaldamento globale, l'arretramento delle zone umide, e un erroneo sfruttamento delle risorse sono tra le cause principali dell'accresciuta mancanza di acqua a livello planetario, secondo il WWF. Il secondo studio, pubblicato dall'Istituto Internazionale sulla Gestione dell'Acqua (IWMI), conclude che un terzo della popolazione mondiale - soprattutto nei paesi in via di sviluppo - è già adesso a corto di acqua.

Benché i due studi offrano simili proposte per la riduzione della scarsità di acqua, l'analisi del WWF presenta una gamma di soluzioni per i paesi benestanti che richiedono elevati costi per fronteggiare il problema. "In quasi tutte le megalopoli dal 40 al 60% circa di acqua non raggiunge i consumatori, per le perdite e la scarsa manutenzione del sistema idrico", dice Asit Biswas, vincitore del Premio Stoccolma per l'Acqua 2006.

IWMI incita i paesi in via di sviluppo a spingere per una maggiore efficienza nell'uso di acqua piovana in agricoltura, che permetta anche di produrre più cibo e ridurre la povertà.

Riferimenti: Dickie, P. (2006). Rich countries, poor water. Zeist, The Netherlands, WWF Global Freshwater Programme. PDF file:
http://assets.panda.org/downloads/richcountriespoorwater.pdf

IWMI (2006). Insights from the Comprehensive Assessment of Water
Management in Agriculture. PDF file, http://tinyurl.com/zp4rd


Siti Web: WWF - Freshwater, http://www.panda.org/freshwater/ ; IWMI -
Comprehensive Assessment of Water Management in Agriculture
http://www.iwmi.cgiar.org/assessment/

Fonte: Alana Herro, World Watch, http://www.worldwatch.org/node/4486

 

 

 



3. Acqua Virtuale: come i consumatori occidentali contribuiscono alla sete globale
Indice

Acqua Virtuale: come i consumatori occidentali contribuiscono alla sete globale

Le fattorie povere in Africa soffrono perchè i consumatori occidentali possano godere del lusso di verdure e fiori fuori stagione. Questi prodotti, cresciuti per il mercato europeo con il contributo delle grandi imprese agricole, richiedono una notevole quantità di acqua: un pacco di insalata di 50g, per esempio, equivale allo spreco di quasi 50 litri di acqua. Le fattorie che vivono seguendo l'esempio di queste imprese hanno carenza d'acqua e soffrono di povertà estrema. Gruppi di pressione ambientalisti nel Regno Unito denunciano l'eccessivo spreco d'acqua e affermano che i consumatori inglesi dei supermercati stanno contribuendo alla sete globale.

L'insostenibile estrazione dell'acqua su larga scala per l'agricoltura e l'orticoltura sta giocando un ruolo crescente nella crisi ecologica che sta vivendo il lago Naivasha, il secondo lago del Kenya, che ha già visto dimezzare le sue dimensioni. "Il Naivasha è stato sacrificato perchè chiediamo troppa acqua. Quasi tutti quelli che in Europa hanno mangiato fagioli o fragole dal Kenya o hanno ammirato le rose del Kenya hanno comprato anche acqua del Naivasha. Questo prelievo sta prosciugando il lago. Presto diventerà una pozza fetida e umida, dove le comunità impoverite si ritroveranno a vivere lungo sponde desertiche", afferma il biologo David Harper che ha monitorato il lago per l'Istituto Earthwatch.

Sito Web: Water Footprint and Virtual Water, http://www.waterfootprint.org/

Fonte: Jeremy Laurance, The Independent / Right to Water list, http://lists.iatp.org/listarchive/archive.cfm?id=119358 ; Earthwatch Institute, http://tinyurl.com/p4dk8



 


4. Acqua per la pace: una delle "10 storie che il mondo dovrebbe ascoltare più spesso"

Esplorare il potenziale che le risorse idriche hanno sulla pace alle frontiere, è una delle "Dieci Storie che il Mondo dovrebbe ascoltare più spesso", secondo le Nazioni Unite (UN). L'iniziativa, prima lanciata dal Dipartimento di Informazione Pubblica (DPI) dell'ONU nel 2004, punta a focalizzare l'attenzione dei media su importanti questioni di sviluppo.

Rispetto a ricorrenti allarmi su imminenti "guerre dell'acqua", la condivisione di risorse idriche sono spesso un insospettato mezzo per una cooperazione fruttifera. Le ricerche dimostrano più di una evidenza storica in cui l'acqua ha giocato un ruolo di catalizzatore della cooperazione, piuttosto che
di materia di conflitto.

Un esempio di come le stesse Nazioni Unite promuovano la cooperazione nella gestione transfrontaliera dell'acqua è il progetto Da Potenziale Conflitto a Potenziale Cooperazione (PCCP) lanciato dall'UNESCO.


Riferimenti: Water wars: climate change a threat to global security, British Defense Secretary, Source Weekly, http://www.irc.nl/page/28426 ;
UNESCO - PCCP: from Potential Conflict to Cooperation Potential - Water
conflict resolution and transboundary water management - project website,
http://www.unesco.org/water/wwap/pccp/index.shtml

Fonte: UN - 2006 List of '10 Stories the World Should Hear More About' ,
http://www.un.org/events/tenstories/



 



5. LIBANO: I fiumi come parte del conflitto con Israele

Indice

L'acqua ha rivestito e continua a rivestire un ruolo di grande importanza nel conflitto Israelo-libanese, benché la verità di questa asserzione sia spesso trascurata.
Meritevoli di considerazione in questo contesto sono le due vie d'acqua nel sud del Libano.

Il fiume Hasbani (e il suo affluente Wazzani): il fiume fornisce il 20-25% dell'acqua che finisce nel Mare di Galilea, che a sua volta rifornisce Israele. Nasce in Libano e scorre per circa 50 chilometri attraverso il suo territorio prima di unirsi al fiume Giordano e confluire nel Mare di Galilea. I tentativi libanesi di usare l'acqua di questo fiume per rifornirsi di acqua potabile nel Sud hanno incontrato crescenti risposte violente di Israele.

Il fiume Litani: l'intero bacino è contenuto all'interno dei confini del Libano. Nasce nel nord della Valle della Bekaa, quindi sfocia nel Mediterraneo vicino a Tiro, e il suo punto di scorrimento più vicino è a soli 4 km dal confine con Israele. L'interesse di Israele nelle acque del Libano è stato a lungo dimostrato sui due fiumi, in particolare il Litani. Storicamente, varie e frequenti proposte sono state avanzate per il suo uso per gli scopi di Israele.

Il Litani è tornato a interessare la stampa globale nella crisi del 2006 perché tirato ancora una volta fuori da Israele come limite all'invasione del Libano. Data la distruzione delle infrastrutture libanesi, il Litani e l'Hasbani saranno di vitale importanza per la sopravvivenza e la ricostruzione del paese.


Fonte: Arab Media Watch, http://tinyurl.com/ket5f


 

 

 



6. Pubblico e non privato: la chiave per fermare la povertà secondo Oxfam e WaterAid Indice

I servizi pubblici primari - sanità, educazione, acquedotti e fognature - sono essenziali per il livello globale di povertà secondo un nuovo rapporto di Oxfam e WaterAid. Le due agenzie affermano che solo I governi sono nella posizione di fornire tali servizi nella scala necessaria per ridurre la povertà.

Il rapporto richiama i governi dei paesi in via di sviluppo ad un maggior impegno finanziario nei riguardi dei servizi primari, e i governi dei paesi ricchi ad aiutare i piani dei primi attraverso un maggior supporto di lungo termine al loro sviluppo.

Per valutare l'efficacia dei governi nei paesi in via di sviluppo, Oxfam ha suggerito un Indice dei Servizi Primari che classifica i paesi in quattro aree sociali - tasso di sopravvivenza infantile, scolarità, accesso ad acqua pulita, e accesso a servizi sanitari - e confronta il loro livello con il prodotto nazionale lordo.

I paesi ricchi e la Banca Mondiale sono attualmente criticati per aver compromesso la capacità dei governi di fornire servizi pubblici primari promuovendo progetti di privatizzazione inadeguati nei settori della sanità e dell'acqua, e non riuscendo a portare livelli adeguati di riduzione dei debiti.
Il rapporto riconosce che il settore privato ha un ruolo da giocare, così come la società civile, ma afferma che non può fornire i servizi primari nella scala che serve, soprattutto per i poveri.


Rapporto: Emmett, B. … [et al.] (2006). In the public interest : health,
education, and water and sanitation for all. Oxford, UK, Oxfam
International ; London, UK, WaterAid.
http://www.oxfam.org/en/policy/briefingpapers/bp_public_internest

Fonte: Oxfam, http://tinyurl.com/jexwm

 

 

 





7. Corruzione: lanciata la Rete dell'integrità per l'acqua (Water Integrity Network) per "tenere l'acqua pulita" Indice

La pervasività del fenomeno della corruzione nel settore dell'acqua, ha stimolato la principale agenzia di osservazione anti-corruzione, Transparency International, e cinque altre organizzazioni che si occupano di acqua a unire le forze per combattere la corruzione attraverso la Rete dell'Integrità per l'Acqua (Water Integrity Network, WIN). La rete è stata lanciata ufficialmente nella settimana dell'acqua tenutasi a Stoccolma ad Agosto scorso.

"La rete dell'integrità per l'acqua spera di poter aiutare a ridurre un porblema che in pratica agisce da barriera al miglioramento delle vite della gente povera del mondo", ha affermato Donal O'Leary, consigliere di Transparency International, che ospita il segretariato di WIN. WIN si occuperà di far fronte al bisogno di aumentare la consapevolezza e di agevolare azioni efficaci anti-corruzione sul terreno, a partire dall'influenza sulle politiche nazionali tramite iniziative della società che coinvolgano il settore pubblico e privato.

WIN è stato fondato da IRC (International Water and Sanitation Centre), SIWI (Stockholm International Water Institute), SWH (Swedish Water House), TI (Transparency International), e WSP-Africa (Water and Sanitation Program-Africa). AquaFed, la federazione internazionale di operatori privati del settore idrico, è il nuovo membro della rete. Win è aperta a nuove candidature dal settore pubblico e privato e dalla società civile che vogliono impegnarsi per rimuovere la piaga della corruzione dal settore dei servizi idrici.

Siti web: Water Integrity Network, http://www.waterintegritynetwork.net/ ; Transparency International - WIN, http://www.transparency.org/news_room/in_focus/win


Fonte: TI / WIN / SIWI, http://www.worldwaterweek.org/press/22_WIN%20Release%20Final.pdf ; Thalif Deenm, IPS, http://www.ipsnews.net/news.asp?idnews=34423


 

 



8. Cooperazione Sud-Sud: esempi recenti dal settore dei servizi idrici Indice

La richiesta di una maggiore cooperazione tra paesi in via di sviluppo è stata ribadita da leader politici come il presidente del Venezuela Hugo Chavez e il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nella loro retorica anti-occidentale. Aggiungendo a questo l'argomento da parte di ActionAid che l'assistenza tecnica occidentale è spesso troppo costosa o inefficace, la cooperazione sud-sud diventa una attrattiva alternativa. Paesi come la Cina, la Tailandia, l'India e il Brasile sono sempre più attivi in questo ambito.

Ecco vari esempi di cooperazione sud-sud nel settore dei servizi idrici:

· Iran e Afghanistan hanno firmato un protocollo di intesa sulla cooperazione nei settori dell'acqua e dell'energia
· Marocco e Messico hanno firmato un accordo sullo scambio di tecnologie in varie aree di pianificazione e amministrazione dei servizi idrici
· L'India ha in programma una collaborazione su con il Messico su una ricerca che studi modalità di approccio ai problemi dell'acqua nelle aree urbane e semi-urbane, confrontando diversi scenari a Città del Messico e Nuova Delhi
· In risposta a richieste provenienti dal ministero dell'acqua di Etiopia, Congo e Lesotho, l'Egitto ha dichiarato che è pronto a fornire la propria esperienza nel settore agli stati africani

Sito Web: UNDP - Special Unit for South-South Cooperation, http://tcdc.undp.org/

Fonti: IRIN, http://www.irinnews.org/report.asp?ReportID=54344; IPS, http://www.ipsnews.net/news.asp?idnews=33878; North-South Versus South-South, The Networker, http://www.bond.org.uk/networker/july06/northsouth.htm ; IranMania, http://tinyurl.com/m4tge; Morocco: exchange of technology agreement signed with Mexico, Source Weekly, http://www.irc.nl/page/29434 ; Indo-Asian News Service / Hindustan Times, http://www.hindustantimes.com/news/181_1719502,0008.htm; The Ethiopian Herald / allAfrica.com, http://allafrica.com/stories/200606280382.html



 


9. Acqua in bottiglia: parte del probleme - e non la soluzione Indice

Il consumo globale di acqua in bottiglia è raddoppiato in cinque anni, e corrispondentemente è aumentato il consumo di quantità enormi di energia, producendo rifiuti tossici e mettendo a rischio l'ambiente vicino alle fabbriche di produzione, ha dhìichiarato l'Istituto per le Politiche della Terra (Earth Policy Institute, EPI).

Gli Stati Uniti sono i primi consumatori, seguiti da Messico, Cina e Brasile. Con due bicchieri al giorno, gli Italiani sono I primi consumatori per persona. Il Libano e gli Emirati Arabi Uniti hanno la crescita più veloce, mentre il consumo dell'India è triplicato.

L'EPI afferma che l'acqua in bottiglia spesso non è affatto più sicura dell'acqua di rubinetto ma può costare 10,000 volte tanto. L'Acqua di rubinetto è distribuita attraverso tubazioni più efficienti dal punto di vista energetico mentre trasportare bottiglie richiede una quantità enorme di combustibile. Nel 2004, 1,4 milioni di bottiglie di acqua di rubinetto finlandese sono state spedite in Arabia Saudita.

Ogni anno, 2,7 milioni di tonnellate di plastica sono usate per fabbricare botiglie - la sola America usa per questo una quantità di combustibile necessaria per 100,000 automobili. Le bottiglie di scarto impiegano 1,000 anni per biodegradarsi, mentre l'incinerazione produce cloro e metalli pesanti.

I consumatori associano all'acqua in bottiglia una condizione più salutare, ma l'EPI sostiene che il 40% dell'acqua in bottiglia inizialmente deriva da acqua di rubinetto.


Sito web correlato: What's in your Water Bottle,
http://www.pbs.org/frontlineworld/stories/bolivia/waterbottle.html

Notizie correlate: Bottled water: "environmental madness" and often not
safe, Source: http://www.irc.nl/page/14913 ; Nepal: increased use of bottled water pollutes Pokhara, Source: http://www.irc.nl/page/10478

Fonti: Water Observatory, http://www.waterobservatory.org/headlines.cfm?RefID=88585 ; Finfacts Business News Centre, http://tinyurl.com/jtopc ; Emily Arnold and Janet Larsen, Bottled Water: Pouring Resources Down the Drain, Earth Policy Institute http://www.earth-policy.org/Updates/2006/Update51.htm

 

 



10. Raccolta di acqua piovana dai tetti: problematica la qualità dell'acqua Indice

Una nuova revisione internazionale dimostra che la qualità dell'acqua raccolta dai tetti spesso non rispetta i valori di qualità prescritti dagli standard internazionali. La maggior parte degli studi da più parti del mondo rivelano che l'acqua raccolta presenta pesanti contaminazioni microbiologiche rispetto a una varietà di indicatori da organismi patogeni a meno che non vengano adottate metodologie di raccolta e conservazione specifiche. In alcuni casi anche metalli pesanti e tracce di residui organici possono porre problemi. Meera e Ahammed discutono di vari fattori che hanno impatto sulla qualità fisico-chimica e microbiologica dell'acqua raccolta. La revisione indica dunque che un'analisi dell'acqua piovana raccolta dovrebbe essere effettuata prima del consumo soprattutto per evidenziare il contenuto microbiologico.

Un trattamento appropriato dell'acqua raccolta è necessario per rendere l'acqua potabile. La revisione dimostra anche che c'è bisogno di ulteriori ricerche su strategie progettuali e manutentive per minimizzare la contaminazione.

Riferimento: Meera V. and Ahammed, M.M. (2006). Water quality of rooftop rainwater harvesting systems: a review. Journal of water supply - research and technology - Aqua ; vol. 55, no. 4 ; p 257-268; http://www.iwaponline.com/jws/055/jws0550257.htm

 

 



11. "RAIN GARDENS": suluzione ecologica per ridurre inondazioni e inquinamento dovuto all' acqua piovana Indice

Impianti di ritenzione biologica, o"rain gardens", servono a due funzioni nella gestione delle acque piovane nelle città: controllo delle inondazioni e dell'inquinamento. Enti locali degli USA hanno promosso questa soluzione da quando sono stati introdotti nuovi standard di controllo nel 1987.

Un "rain garden" è una leggera depressione del suolo, formata da terreno permeabile e da vegetazione locale, e coperta da un leggero strato protettivo. Questa struttura raccoglie i flussi di acqua piovana provenienti da superfici impervie come tetti e strade di scorrimento, e fa si che possa infiltrarsi nel terreno invece che scaricarsi nelle fogne o nei canali di raccolta. I "rain gardens" possono essere adattati sia alle case individuali che agli altri edifici. Il potenziale di rimozione degli inquinanti e dei residui organici è stato confermato da uno studio recente.

Nel 2005 Kansas City è stata una delle città degli Stati Uniti a promuovere i "rain gardens". Il programma "10,000 rain garden nella città" è stata unìiniziativa pubblica-privata con il duplice scopo di risolvere un problema e informare la cittadinanza sulla problematica.


Riferimento: Dietz, M.E. and Clausen, J.C. (2006). Saturation to improve pollutant retention in a rain garden. Environmental science and technology ; vol. 40, no. 4 ; p. 1335-1340. DOI: 10.1021/es051644f; http://dx.doi.org/10.1021/es051644f

Sito Web Campagna: 10,000 Rain Gardens [http://www.rainkc.com/]

Altri Siti Web: Sanicon - Stormwater Management and Urban Drainage in Developing
Countries, http://www.sanicon.net/titles/topicintro.php3?topicId=5 ; Rain Gardens of West Michigan, http://www.raingardens.org/ ; Rain Garden Network, http://www.raingardennetwork.com/

Fonte: ENS, http://www.ens-newswire.com/ens/jun2006/2006-06-27-01.asp; Lizz Thrall, American Chemical Society, http://pubs.acs.org/subscribe/journals/esthag-w/2005/dec/tech/lt_raingarden.html


 

 


12. Nanotecnologie: importanza per acqua e servizi sanitari nei paesi in via di sviluppo Indice

L'Istituto sul Dibattito Globale per le Nanotecnologie e la Povertà (Meridian Institute's Global Dialogue on Nanotechnology and the Poor, GDNP) ha pubblicato un articolo sulle possibili opportunità e i rischi nell'utilizzo delle nanotecnologie per affrontare i problemi di acqua e servizi sanitari nei paesi in via di sviluppo. L'articolo mostra che esiste molta ricerca nel campo delle nanotecnologie indirizzata al trattamento delle acque, compresi filtri, catalizzatori, nanoparticelle magnetiche, e sensori. La maggior parte dei progressi si è vista finora nella nanofiltrazione. L'articolo descrive un progetto di ricerca nel Sudafrica dove le membrane per nanofiltrazione sono state usate per fornire acqua potabile a comunità rurali. Non è chiaro comunque come queste tecnologie vengano usate negli altri paesi in via di sviluppo. Una preoccupazione è che ci sia relativamente poca informazione sui potenziali rischi e sul rapporto costi/benefici della tecnologia.


Hillie, T. … [et al.] (2006). Nanotechnology, water, and development.
Dillon, CO, USA, Meridian Institute. http://www.merid.org/nano/waterpaper/

Siti web: Meridian Institute - Nanotechnology Portal, http://www.merid.org/nano/ ; e Nanotechnology and Development News, http://www.merid.org/NDN/

Notizie correlate: Nanotechnology: potential water applications in developing
countries, Source: http://www.irc.nl/page/22818


 

 


a. Nalangu Taki, Associazione delle Donne coltivatrici Encholla, Narok, Kenya Indice

"Le donne si svegliano alle sei ogni mattina e camminano per più di 20 chilometri per arrivare alle sorgenti. Quando arrivano, incontrano i leoni, anche loro alla ricerca di acqua".

Nalangu Taki, appartenente ai gruppi femminili delle fattorie di Encholla, Narok, nel sud-est del Kenya, parlando all'IPS. Ha riferito che nei passati due anni, quattro donne, un uomo e un ragazzo sono stati uccisi dai leoni mentre andavano a raccogliere l'acqua a Narok.Piuttosto che uccidere i leoni, Taki ha chiesto al governo di costruire punti di approvviggionamento più vicini alle case dei residenti di Narok. Taki ha parlato alla Conferenza Nazionale su Equità e Sviluppo a Nairobi, 22-23 maggio 2006


Fonte: Joyce Mulama, IPS, http://www.ipsnews.net/news.asp?idnews=33355


 

 


b. Dr Rivka Kfir, CEO, Water Research Commission (WRC), Sud Africa Indice

"Non c'è alcun bisogno di usare acqua in bottiglia in parlamento; si può usare acqua di rubinetto… non c'è niente che non vada nell'acqua di rubinetto".

Dott. Rivka Kfir, CEO della Commissione per le Ricerche sull'Acqua (Water Research Commission, WRC) del SudAfrica, nel suo discorso ai membri dell'Accademia Nazionale della scienza e tecnologia

Fonte: Richard Davies, Independent Online, http://tinyurl.com/nmsfp


 


c. John Bowis, Membro Conservatore del Parlamento Europeo per Londra, UK Indice

"Farò tutto ciò che è in mio potere per risolvere le pecche dell'Iniziativa Europea per l'Acqua (EUWI) tramite il Parlamento Europeo. E' frustrante e in fondo anche una perdita cronica di denaro dei contribuenti che un ente messo in piedi per aiutare le persone più povere del mondo a superare il problema della povertà in quattro annni non ha contribuito ad assistere neanche una persona in più".

John Bowis, Membro Conservatore del Parlamento Europeo per Londra, parlando a supporto della richiesta di WaterAid di riformare L'Iniziativa Europea per l'Acqua(EUWI, http://www.euwi.net/). Il 10 luglio 2006 WaterAid (http://www.wateraid.org/ ) si trovava a Bruxelles per dare più di 21,000 volantini della campagna Bicchieri Vuoti firmati da sostenitori ai membri del Parlamento Europeo.


Fonte: WaterAid, http://tinyurl.com/lsdmh ; Conservatives, http://tinyurl.com/ppedo

 

 

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