Persone e progetti per un equo accesso all'acqua

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IN PRIMO PIANO DAL MONDO DELL'ACQUA Gennaio 2009

1. Nuovo Rapporto OMS-UNICEF su Acqua e Servizi Sanitari nel Mondo

2. Acque Sporche: la corruzione contamina i servizi idrici a livello globale

3. Nepal: Acqua e Servizi Sanitari nelle scuole

4. Il dibattito sull'acqua in bottiglia al culmine

5. Mongolia: socializzare le tariffe dell'acqua

 

Tecnologia

6. India: nuovo tipo di latrine a difesa della dignitą umana

7. Bio-imitazione: raccogliere l'acqua come gli scarafaggi

 

Strumenti

8. AKVO: risorsa aperta su Acqua e Servizi Sanitari

 

Hanno detto...

a. Ban Ki-moon: Servizi Sanitari: manca la volontą politica


1. Nuovo Rapporto OMS-UNICEF su Acqua e Servizi Sanitari nel Mondo


Il 2008 è l'Anno Internazionale dei Servizi Sanitari, di conseguenza l nuovo rapporto del JMP (OMS/UNICEF Joint Monitoring Programme for Water Supply and Sanitation) si concentra maggiormente sulla copertura dei servizi sanitari nel mondo. L'importanza dei servizi sanitari per lo sviluppo è indiscutibile: tali servizi danno la possibilità di salvare la vita di 1 milione e mezzo di bambini all'anno che altrimenti morirebbero di diarrea, e di proteggere la vita di molti altri.

I dati riportati nel rapporto però mostrano come il mondo non si sta muovendo come sperato nelk raggiungimento degli obiettivi di fornitura dei servizi sanitari di base. infatti 2.5 miliardi di persone ancora non sono dodate di strutture sanitarie minime, mentre 1.2 miliardi mancano del tutto di qualsiasi struttura. Questa situazione è particolarmente grave nell'Africa sub-sahariana e nel sud-est asiaticvo.

Nel caso della fornitura di acqua potabile, il rapporto afferma che per la prima volta il numero di persone prive di servizi di base è sceso al di sotto del miliardo, il che dimostra che il numero di persone che sono sprovvisti di servizi idrici minimi si sta riducendo.

Fonte : JMP, http://www.wssinfo.org/en/welcome.html; rapporto disponibile (in inglese) alla pagina : http://www.wssinfo.org/en/40_mdg2008.html



2. Acque Sporche: la corruzione contamina i servizi idrici a livello globale Indice

 

Transparency International ha pubblicato il rapporto globale sulla corruzione nel settore sei servizi idrici. Da Manila a Milano, frodi e mazzette risultano rampanti nel settore dei servizi idrici secondo Transparency Intarnational, una organizzazione no profit che mira acondannare e prevenire il fenomento della corruzione a livello internazionale.

Nel rapporto annuale TI rivela i costi finanziari e sociali della corruzione nei servizi idrici. Coloro che sono maggiormente colpiti sono i più poveri: nei quartieri più poveri di Kenya ed Honduras, i residenti pagano a venditori e imprenditori senza scrupoli da dieci a cento volte i prezzi normali di mercato per l'acqua che i servizi pubblici non riescono a fornire. Questi prezzi rendono l'acqua nei quartieri poveri di Nairobi più cara che nei quartieri più ricchi di Londra.

Hakan Tropp, uno dei redattori del rapporto e presidente del Water Integrity Network,, afferma: "Parliamoci chiaro: la corruzione uccide. Per alcuni può sembrare un pò troppo drammatico, ma purtroppo questa è la realtà per milioni di persone nel mondo". Dalle baraccopoli di Jakarta ai sobborghi di Atlanta, il rapporto evidenzia la natura invasiva della corruzione nel mondo dell'acqua, che mette a repentaglio la catena alimentare, le strutture idroelettriche e i servizi sanitari. Secondo il rapporto una cofra compresa tra il 20 e il 40 per cento degli investimenti per i servizi idrici si perdono a causa della corruzione.

Il rapporto conclude mettendo in evidenza come una migliore educazione e una maggiore consapevolezza e responsabilità sono fattori necessari per arginare il fenomeno.

Fonte : Transparency International: http://www.transparency.org/. Scarica il rapporto (in inglese) al link: http://www.transparency.org/publications/publications/global_corruption_report/gcr_2008

 


3. Nepal: Acqua e Servizi Sanitari nelle scuole Indice

Il Ministero dell'Educazione nepalese sta per introdurre l'educazione all'acqua nelle dieci scuole nepalesi. L'Obiettivo del programma, sostenuto dal ministero e dal programma Water for Asian Cities di UN-HABITAT, è di insegnare ai bambini come preservare le risorse idriche e come adottare pratiche sicure nei servizi sanitari di base.

Data la carenza di strutture adeguate per la fornitura di acqua potabile e servizi sanitari, il Ministero ha riconosciuto le necessità di introdurre un curriculum per sensibilizzare i giovani all'acqua. Studenti e maestri nelle dieci scuole apprenderanno i principi di base sulla conservazione dell'acqua e sull'uso delle risorse idriche e dei servizi sanitari.

 

Fonte: Water for Asian Cities Programme Nepal, http://www.unhabitat.org/categories.asp?catid=497

 



4. Il dibattito sull'acqua in bottiglia al culmine
Indice

Negli Stati Uniti e in altri paesi il dibattito sull'acqua in bottiglia sta assumento proporzioni sempre maggiori. La conferenza dei Sindaci statunitense ha passato una risoluzione che richiede ufficialmente la dismissione di acqua imbottigliata da parte dei municipi e la promozione dell'importanza dell'acqua pubblica. Nonostante tale risoluzione sia più simbolica che pratica, il voto ha portato alla pubblica attenzione un movimento che si oppone all'uso regolare di acqua in bottigliaa causa dello spreco di plastica e dei costi energetici del trasporto.

Janet Larsen, direttore dell' Earth Policy Institute, riferisce che sempre più persone stanno prendendo coscienza del fatto che l'acqua in bottiglia non è meglio di quella che esce dai rubinetti. Il Pacific Institute, un osservatorio sulle tematiche di sostenibilità, afferma che produrre bottiglie richiede l'equivalente di più di 17 milioni di barili di petrolio, non includendo l'energia necessaria per il trasporto. Inoltre, la produzione di bottiglie provoca l'emissione di più di 2.5 milioni di tonnellate di anidride carbonica e consuma tre litri d'acqua per ogni litro d'acqua imbottigliata. Infine, le acque in bottiglia sono sottoposte a controlli di qualità meno rigorosi e meno severi di quelli che si applicano alle acque di rubinetto.

L'organizzazione inoltre afferma che circa un quarto dell'acqua in bottiglia è in realtà acqua di rubinetto.

Gli Stati Uniti sono il paese che consuma più acqua in bottiglia del mondo in termini assoluti, mentre in termini di quantità pro capite, l'Italia guida la classifica di gran lunga sul resto dei paesi del mondo. In Italia infatti si consuma una quantità pro capite quasi doppia rispetto a Emirati Arabi Uniti, Messico e Francia che seguono nella classifica.


Fonte: Agence France-Presse, http://afp.google.com/article/ALeqM5ggZMEMAVmdlHHB_EYUx-lTocvkqA


5. Mongolia: socializzare le tariffe dell'acqua

I sobborghi urbani noti come 'ger' in Mongolia sono zone residenziali informali e per questo motivo storicamente hanno sempre avuto minimi servizi come acqua, servizi sanitari, elettricità e gas. La maggior parte dei residenti è povera. Ogni famiglia vive in un "ger", una grossa tenda circolare, usata da famiglie nomadi o semi-nomadi. Una semplkice stifa al centro della tenda fornisce il calore necessario per sopravvivere agli inverni rigidissimi.

Col passare del tempo, la popolazione ger è aumentata a dismisura soprattutto per fenomeni di urbanizzazione. Ulan Bator, la città più fredda del mondo, conta 709 aree ger che condividono servizi pubblici con residenti di aree più moderne.

Le riduzioni delle tariffe dell'acqua per questo segmento di popolazione è stato portato avanti dalle organizzazioni responsabili della fornitura dei servizi, nell'ambito di un progetto coordinato dalla Asian Development Bank. Le tariffe hanno l'obiettivo di coprire i costi di gestione, però sono state differenziate a seguito della pubblicazione delle linee guida sulla gestione delle aree ger: le aziende fornitrici del servizio hanno infatti rivisto gli schemi tariffari aumentando le tariffe per le aree più moderne e riducendole per le aree ger. I piani tariffari, così come i piani aziendali, sono stati preparati in maniera indipendente, nonostante interferenze da parte dei governi locali.

Nelle aree ger, la regola è di definire tariffe che non eccedano il 4% del guadagno medio per famiglia.

 

Fonte: Asian Development Bank; http://www.adb.org/water/actions/MON/Water-Tariffs.asp

 



6. India: nuovo tipo di latrine a difesa della dignità umana

Indice

Dal 1970 Sulabh (International Social Service Organisation), una organizzazione non goivernativa (ONG) con sede a Nuova Delhi installa latrine per tutta l'India per sostituire le latrine tradizionali, incoraggiando le persone a non praticare il fenomeno della 'defecazione all'aperto', e così facendo elimina il tipo di lavoro più vecchio, sporco e umiliante del paese- la raccolta manuale degli escrementi umani. Questo lavoro, pericoloso per la salute, ricade in quel segmento di popolazione povero e emarginato degli "intoccabili", la parte di popolazione indiana più bassa secondo il sistema indiano delle caste.

Sushila Chauhan, una donnaa di 30 anni che puliva 15-20 latrine al giorno per circa 20 centesimi di euro al mese per latrina, racconta che le persone lancano le monete per terra pur di non toccarla. Per tutto il giorno, con gli occhi puntati in basso, portava sulla testa secchi pieni di escrementi. Nata in una famiglia di intoccabili, Sushila era destinata a maneggiare escrementi per il resto della sua vita.

In aiuto di Sushila è arrivata la tecnologia introdotta da Sulabh, nota come Sulabh Shauchalaya, che consoste in una latrina a due fosse e scarico ad acqua. Tale tecnologia è semplice, aconomica, e accettata socialmente secondo il suo inventore Pathak. La latrina ha un meccanismo di scarico che richiede solo 1.5-2 litri di acqua e può funzionare anche quando non c'è molta disponibilità di acqua. Ha due fosse che si possono usare alternativamente come fossa settica e come fossa di compostaggio. Quando la prima fossa è piena, comincia il compostaggio e gli escrementi sono deviati nella seconda fossa. Il compostaggio di una fossa dura circa due anni, e dopo tale periodo il materiale si è seccato del tutto, non ha odori sgradevoli ed è privo di agenti patogeni, e si può usare come fertilizzante. La latgrina può anche essere connessa alla normale rete fognaria quando diventa disponibile.

Ma il fatto importante è che questa latrina non necessita del servizio degli intoccabili, e può essere pulita e mantenuta dai proprietari. Finora oltre 1.2 milioni di famiglie ha installato questo tipo di latrina. Con l'aiuto di Sulabh, gli intoccabili hanno adesso la possibilità di occuparsi di altro: Sulabh organizza anche programmi educativi di vario tipo (sartoria, falegnameria, etc) per aiutare gli intoccabili a trovare lavori più decenti.

La vita di Sushila ora è cambianat. Adesso ha unìattività di vendita di verdura, e può camminare a testa alta nelle strade di Nuova Delhi.

http://www.adb.org/Water/Actions/IND/Toilet-Technology.asp

Fonte: http://www.irinnews.org/Report.aspx?ReportId=75858




7. Bio-imitazione: raccogliere l'acqua come gli scarafaggi Indice

Una tecnologie per la raccolta dell'acqua pioneristica, ispirata dallo scarafaggio del deserto del Namib (Stenocara gracilipes) è quella dell'innovazione bio-imitazione che apparirà nella prima edizione di Nature.

Lo scarafaggio del Namib vive in una zona geografica dove cadono solo 40 mm di pioggia all'anno, e nonostante ciò riesce a raccogliere acqua dalla nebbia del mattino. Ricercatori dell'Università di Oxford e dell'azienda QinetiQ hanno progettato un materiale che riproduce la superficie delle ali dello scarafaggio, che è dotata di piccoli rilievi idrofilici (che cioè trattengono acqua) e piccole valli idrofobe (che cioè respingono l'acqua); tale superficie è in grado di raccogliere minuscole gocce d'acqua più sottili di un capello umano.

Gli ingegneri hanno creato una versione sintetica del materiale biologico dello scarafaggio in grado di catturare acqua dalla nebbia, e che può servire in numerose applicazioni. Gli strati sintetici così realizzati possono essere "stampati" su strati polimerici e posati su edifici e su tende per catturare l'acqua, per esempio in campi profughi. Un'altra applicazione prevede la raccolta e il riciclaggio del vapore che si forma nelle torri di raffreddamento industriali, che possono portare a una riduzione dell'energia usata.


Fonte: UNEP, http://www.unep.org/Documents.Multilingual/Default.asp?DocumentID=535&ArticleID=5816&l=en

 



8. AKVO: risorsa aperta su Acqua e Servizi Sanitari Indice

Un gruppo di otto finanziatori guidato dall' NWP (Netherlands Water Partnership) e da UN-HABITAT hanno raggiunto un accordo per finanziare € 535,000 per la seconda fase di AKVO ("Acqua" in Esperanto). Strumenti, metodi e prassi operative sono il cuore di questa nuova iniziativa nel settore dell'Acqua, per ridurre i costi e la complessità nel fornire acqua e servizi sanitari di base ai più poveri.

I fondi stanziati contribuiranno a sviluppare il prodotto principale di AKVO e a espandere la rete globale che sostiene l'iniziativa. Tre sono i componenti principali di AKVO:

- nUno strumento di condivisione di conoscenza, chiamato "Akvopedia"

- Unosstrumento che seleziona e finanzia progetti più facilmente e con meno risorse economiche

- Una piattaforma di documenti che serve a seguire progetti nel loro ciclo di realizzazione e che serve a condividere risultati e buone prassi

Il sito web di Akvo aggiungerà man mano informazioni sugli ultimi due punti

 

Sito web : http://www.akvo.org



a. Ban Ki-moon: Servizi Sanitari: manca la volontà politica Indice


"I leader che hanno adottato gli Obiettivi del Millennio nel 2000 prevedevano di dimezzare il numero di persone prive di accesso a servizi sanitari di base entro il 2015, però siamo lontanissimi da quegli obiettivi." Lo ha dichiarato il segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon. "Gli esperti prevedono che entro il 2015, 2.1 miliardi di persone continueranno a essere prive di servizi sanitari di base. di questo passo, l'Africa sub-sahariana non raggiungerà gli obiettivi prima del 2076. Ci sono stati in dubbiamente dei progressi, ma nello stesso tempo ci sono fattori che rendono l'obiettivo più difficile da realizzare, come la crescita demografica, la povertà diffusa, la mancanza di investimenti adeguati, e soprattutto il colpevole principale: la mancanza di volontà politica."

Fonte: UN Department of Public Information, News and Media Division,
http://www.un.org/News/Press/docs/2008/sgsm11451.doc.htm



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