1.
Nuovo Rapporto OMS-UNICEF su Acqua e Servizi Sanitari
nel Mondo
2.
Acque Sporche: la corruzione contamina i servizi
idrici a livello globale
3.
Nepal: Acqua e Servizi Sanitari nelle scuole
4.
Il dibattito sull'acqua in bottiglia al culmine
5.
Mongolia: socializzare le tariffe dell'acqua
Tecnologia
6.
India:
nuovo tipo di latrine a difesa della dignitą umana
7.
Bio-imitazione: raccogliere l'acqua come gli scarafaggi
Strumenti
8.
AKVO: risorsa aperta su Acqua e Servizi Sanitari
Hanno detto...
a.
Ban Ki-moon: Servizi Sanitari: manca la volontą politica
| 1.
Nuovo Rapporto OMS-UNICEF su Acqua e Servizi Sanitari nel
Mondo |
|
Il
2008 è l'Anno Internazionale dei Servizi Sanitari, di conseguenza
l nuovo rapporto del JMP (OMS/UNICEF Joint Monitoring Programme
for Water Supply and Sanitation) si concentra maggiormente sulla
copertura dei servizi sanitari nel mondo. L'importanza dei servizi
sanitari per lo sviluppo è indiscutibile: tali servizi
danno la possibilità di salvare la vita di 1 milione e
mezzo di bambini all'anno che altrimenti morirebbero di diarrea,
e di proteggere la vita di molti altri.
I
dati riportati nel rapporto però mostrano come il mondo
non si sta muovendo come sperato nelk raggiungimento degli obiettivi
di fornitura dei servizi sanitari di base. infatti 2.5 miliardi
di persone ancora non sono dodate di strutture sanitarie minime,
mentre 1.2 miliardi mancano del tutto di qualsiasi struttura.
Questa situazione è particolarmente grave nell'Africa sub-sahariana
e nel sud-est asiaticvo.
Nel
caso della fornitura di acqua potabile, il rapporto afferma che
per la prima volta il numero di persone prive di servizi di base
è sceso al di sotto del miliardo, il che dimostra che il
numero di persone che sono sprovvisti di servizi idrici minimi
si sta riducendo.
Fonte
: JMP, http://www.wssinfo.org/en/welcome.html;
rapporto disponibile (in inglese) alla pagina : http://www.wssinfo.org/en/40_mdg2008.html
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2. Acque Sporche:
la corruzione contamina i servizi idrici a livello globale |
Indice |
Transparency
International ha pubblicato il rapporto globale sulla corruzione
nel settore sei servizi idrici. Da Manila a Milano, frodi e mazzette
risultano rampanti nel settore dei servizi idrici secondo Transparency
Intarnational, una organizzazione no profit che mira acondannare
e prevenire il fenomento della corruzione a livello internazionale.
Nel
rapporto annuale TI rivela i costi finanziari e sociali della
corruzione nei servizi idrici. Coloro che sono maggiormente colpiti
sono i più poveri: nei quartieri più poveri di Kenya
ed Honduras, i residenti pagano a venditori e imprenditori senza
scrupoli da dieci a cento volte i prezzi normali di mercato per
l'acqua che i servizi pubblici non riescono a fornire. Questi
prezzi rendono l'acqua nei quartieri poveri di Nairobi più
cara che nei quartieri più ricchi di Londra.
Hakan
Tropp, uno dei redattori del rapporto e presidente del Water Integrity
Network,, afferma: "Parliamoci chiaro: la corruzione uccide.
Per alcuni può sembrare un pò troppo drammatico,
ma purtroppo questa è la realtà per milioni di persone
nel mondo". Dalle baraccopoli di Jakarta ai sobborghi di
Atlanta, il rapporto evidenzia la natura invasiva della corruzione
nel mondo dell'acqua, che mette a repentaglio la catena alimentare,
le strutture idroelettriche e i servizi sanitari. Secondo il rapporto
una cofra compresa tra il 20 e il 40 per cento degli investimenti
per i servizi idrici si perdono a causa della corruzione.
Il
rapporto conclude mettendo in evidenza come una migliore educazione
e una maggiore consapevolezza e responsabilità sono fattori
necessari per arginare il fenomeno.
Fonte
: Transparency International: http://www.transparency.org/.
Scarica il rapporto (in inglese) al link: http://www.transparency.org/publications/publications/global_corruption_report/gcr_2008
| 3.
Nepal: Acqua e Servizi Sanitari nelle scuole |
Indice |
Il
Ministero dell'Educazione nepalese sta per introdurre l'educazione
all'acqua nelle dieci scuole nepalesi. L'Obiettivo del programma,
sostenuto dal ministero e dal programma Water for Asian Cities
di UN-HABITAT, è di insegnare ai bambini come preservare
le risorse idriche e come adottare pratiche sicure nei servizi
sanitari di base.
Data
la carenza di strutture adeguate per la fornitura di acqua potabile
e servizi sanitari, il Ministero ha riconosciuto le necessità
di introdurre un curriculum per sensibilizzare i giovani all'acqua.
Studenti e maestri nelle dieci scuole apprenderanno i principi
di base sulla conservazione dell'acqua e sull'uso delle risorse
idriche e dei servizi sanitari.
Fonte:
Water for Asian Cities Programme Nepal, http://www.unhabitat.org/categories.asp?catid=497
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4.
Il dibattito sull'acqua in bottiglia al culmine
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Indice |
Negli
Stati Uniti e in altri paesi il dibattito sull'acqua in bottiglia
sta assumento proporzioni sempre maggiori. La conferenza dei Sindaci
statunitense ha passato una risoluzione che richiede ufficialmente
la dismissione di acqua imbottigliata da parte dei municipi e
la promozione dell'importanza dell'acqua pubblica. Nonostante
tale risoluzione sia più simbolica che pratica, il voto
ha portato alla pubblica attenzione un movimento che si oppone
all'uso regolare di acqua in bottigliaa causa dello spreco di
plastica e dei costi energetici del trasporto.
Janet
Larsen, direttore dell' Earth Policy Institute, riferisce che
sempre più persone stanno prendendo coscienza del fatto
che l'acqua in bottiglia non è meglio di quella che esce
dai rubinetti. Il Pacific Institute, un osservatorio sulle tematiche
di sostenibilità, afferma che produrre bottiglie richiede
l'equivalente di più di 17 milioni di barili di petrolio,
non includendo l'energia necessaria per il trasporto. Inoltre,
la produzione di bottiglie provoca l'emissione di più di
2.5 milioni di tonnellate di anidride carbonica e consuma tre
litri d'acqua per ogni litro d'acqua imbottigliata. Infine, le
acque in bottiglia sono sottoposte a controlli di qualità
meno rigorosi e meno severi di quelli che si applicano alle acque
di rubinetto.
L'organizzazione
inoltre afferma che circa un quarto dell'acqua in bottiglia è
in realtà acqua di rubinetto.
Gli
Stati Uniti sono il paese che consuma più acqua in bottiglia
del mondo in termini assoluti, mentre in termini di quantità
pro capite, l'Italia guida la classifica di gran lunga sul resto
dei paesi del mondo. In Italia infatti si consuma una quantità
pro capite quasi doppia rispetto a Emirati Arabi Uniti, Messico
e Francia che seguono nella classifica.
Fonte:
Agence
France-Presse, http://afp.google.com/article/ALeqM5ggZMEMAVmdlHHB_EYUx-lTocvkqA
| 5.
Mongolia:
socializzare le tariffe dell'acqua |
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I
sobborghi urbani noti come 'ger' in Mongolia sono zone residenziali
informali e per questo motivo storicamente hanno sempre avuto
minimi servizi come acqua, servizi sanitari, elettricità
e gas. La maggior parte dei residenti è povera. Ogni famiglia
vive in un "ger", una grossa tenda circolare, usata
da famiglie nomadi o semi-nomadi. Una semplkice stifa al centro
della tenda fornisce il calore necessario per sopravvivere agli
inverni rigidissimi.
Col
passare del tempo, la popolazione ger è aumentata a dismisura
soprattutto per fenomeni di urbanizzazione. Ulan Bator, la città
più fredda del mondo, conta 709 aree ger che condividono
servizi pubblici con residenti di aree più moderne.
Le
riduzioni delle tariffe dell'acqua per questo segmento di popolazione
è stato portato avanti dalle organizzazioni responsabili
della fornitura dei servizi, nell'ambito di un progetto coordinato
dalla Asian Development Bank. Le tariffe hanno l'obiettivo di
coprire i costi di gestione, però sono state differenziate
a seguito della pubblicazione delle linee guida sulla gestione
delle aree ger: le aziende fornitrici del servizio hanno infatti
rivisto gli schemi tariffari aumentando le tariffe per le aree
più moderne e riducendole per le aree ger. I piani tariffari,
così come i piani aziendali, sono stati preparati in maniera
indipendente, nonostante interferenze da parte dei governi locali.
Nelle
aree ger, la regola è di definire tariffe che non eccedano
il 4% del guadagno medio per famiglia.
Fonte:
Asian Development Bank; http://www.adb.org/water/actions/MON/Water-Tariffs.asp
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India: nuovo tipo di latrine a difesa della dignità
umana
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Indice |
Dal
1970 Sulabh (International Social Service Organisation), una organizzazione
non goivernativa (ONG) con sede a Nuova Delhi installa latrine
per tutta l'India per sostituire le latrine tradizionali, incoraggiando
le persone a non praticare il fenomeno della 'defecazione all'aperto',
e così facendo elimina il tipo di lavoro più vecchio,
sporco e umiliante del paese- la raccolta manuale degli escrementi
umani. Questo lavoro, pericoloso per la salute, ricade in quel
segmento di popolazione povero e emarginato degli "intoccabili",
la parte di popolazione indiana più bassa secondo il sistema
indiano delle caste.
Sushila
Chauhan, una donnaa di 30 anni che puliva 15-20 latrine al giorno
per circa 20 centesimi di euro al mese per latrina, racconta che
le persone lancano le monete per terra pur di non toccarla. Per
tutto il giorno, con gli occhi puntati in basso, portava sulla
testa secchi pieni di escrementi. Nata in una famiglia di intoccabili,
Sushila era destinata a maneggiare escrementi per il resto della
sua vita.
In
aiuto di Sushila è arrivata la tecnologia introdotta da
Sulabh, nota come Sulabh Shauchalaya, che consoste in una latrina
a due fosse e scarico ad acqua. Tale tecnologia è semplice,
aconomica, e accettata socialmente secondo il suo inventore Pathak.
La latrina ha un meccanismo di scarico che richiede solo 1.5-2
litri di acqua e può funzionare anche quando non c'è
molta disponibilità di acqua. Ha due fosse che si possono
usare alternativamente come fossa settica e come fossa di compostaggio.
Quando la prima fossa è piena, comincia il compostaggio
e gli escrementi sono deviati nella seconda fossa. Il compostaggio
di una fossa dura circa due anni, e dopo tale periodo il materiale
si è seccato del tutto, non ha odori sgradevoli ed è
privo di agenti patogeni, e si può usare come fertilizzante.
La latgrina può anche essere connessa alla normale rete
fognaria quando diventa disponibile.
Ma
il fatto importante è che questa latrina non necessita
del servizio degli intoccabili, e può essere pulita e mantenuta
dai proprietari. Finora oltre 1.2 milioni di famiglie ha installato
questo tipo di latrina. Con l'aiuto di Sulabh, gli intoccabili
hanno adesso la possibilità di occuparsi di altro: Sulabh
organizza anche programmi educativi di vario tipo (sartoria, falegnameria,
etc) per aiutare gli intoccabili a trovare lavori più decenti.
La
vita di Sushila ora è cambianat. Adesso ha unìattività
di vendita di verdura, e può camminare a testa alta nelle
strade di Nuova Delhi.
http://www.adb.org/Water/Actions/IND/Toilet-Technology.asp
Fonte:
http://www.irinnews.org/Report.aspx?ReportId=75858
| 7.
Bio-imitazione: raccogliere l'acqua come gli scarafaggi |
Indice |
Una
tecnologie per la raccolta dell'acqua pioneristica, ispirata dallo
scarafaggio del deserto del Namib (Stenocara gracilipes) è
quella dell'innovazione bio-imitazione che apparirà nella
prima edizione di Nature.
Lo
scarafaggio del Namib vive in una zona geografica dove cadono
solo 40 mm di pioggia all'anno, e nonostante ciò riesce
a raccogliere acqua dalla nebbia del mattino. Ricercatori dell'Università
di Oxford e dell'azienda QinetiQ hanno progettato un materiale
che riproduce la superficie delle ali dello scarafaggio, che è
dotata di piccoli rilievi idrofilici (che cioè trattengono
acqua) e piccole valli idrofobe (che cioè respingono l'acqua);
tale superficie è in grado di raccogliere minuscole gocce
d'acqua più sottili di un capello umano.
Gli
ingegneri hanno creato una versione sintetica del materiale biologico
dello scarafaggio in grado di catturare acqua dalla nebbia, e
che può servire in numerose applicazioni. Gli strati sintetici
così realizzati possono essere "stampati" su
strati polimerici e posati su edifici e su tende per catturare
l'acqua, per esempio in campi profughi. Un'altra applicazione
prevede la raccolta e il riciclaggio del vapore che si forma nelle
torri di raffreddamento industriali, che possono portare a una
riduzione dell'energia usata.
Fonte:
UNEP, http://www.unep.org/Documents.Multilingual/Default.asp?DocumentID=535&ArticleID=5816&l=en
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AKVO: risorsa aperta su Acqua e Servizi Sanitari |
Indice |
Un
gruppo di otto finanziatori guidato dall' NWP (Netherlands Water
Partnership) e da UN-HABITAT hanno raggiunto un accordo per finanziare
€ 535,000 per la seconda fase di AKVO ("Acqua"
in Esperanto). Strumenti, metodi e prassi operative sono il cuore
di questa nuova iniziativa nel settore dell'Acqua, per ridurre
i costi e la complessità nel fornire acqua e servizi sanitari
di base ai più poveri.
I
fondi stanziati contribuiranno a sviluppare il prodotto principale
di AKVO e a espandere la rete globale che sostiene l'iniziativa.
Tre sono i componenti principali di AKVO:
-
nUno strumento di condivisione di conoscenza, chiamato "Akvopedia"
-
Unosstrumento che seleziona e finanzia progetti più facilmente
e con meno risorse economiche
-
Una piattaforma di documenti che serve a seguire progetti nel
loro ciclo di realizzazione e che serve a condividere risultati
e buone prassi
Il
sito web di Akvo aggiungerà man mano informazioni sugli
ultimi due punti
Sito
web : http://www.akvo.org
| a.
Ban Ki-moon: Servizi Sanitari: manca la volontà politica |
Indice |
"I
leader che hanno adottato gli Obiettivi del Millennio nel 2000
prevedevano di dimezzare il numero di persone prive di accesso
a servizi sanitari di base entro il 2015, però siamo lontanissimi
da quegli obiettivi." Lo ha dichiarato il segretario generale
dell'ONU Ban Ki-moon. "Gli esperti prevedono che entro il
2015, 2.1 miliardi di persone continueranno a essere prive di
servizi sanitari di base. di questo passo, l'Africa sub-sahariana
non raggiungerà gli obiettivi prima del 2076. Ci sono stati
in dubbiamente dei progressi, ma nello stesso tempo ci sono fattori
che rendono l'obiettivo più difficile da realizzare, come
la crescita demografica, la povertà diffusa, la mancanza
di investimenti adeguati, e soprattutto il colpevole principale:
la mancanza di volontà politica."
Fonte:
UN Department of Public Information, News and Media Division,
http://www.un.org/News/Press/docs/2008/sgsm11451.doc.htm