Persone e progetti per un equo accesso all'acqua

Ritorna alla Home Page

 

IN PRIMO PIANO DAL MONDO DELL'ACQUA Gennaio 2008

1. DIRITTO ALL'ACQUA: la legislazione non sempre garantisce l'accesso all'acqua, afferma uno studio

2. POLITICHE SULLA PRIVATIZZAZIONE: economicamente 'imperfette' afferma uno studio delle Nazioni Unite

3. CINA: 400 aziende chiuse per aver inquinato l'acqua

4. RECUPERO COSTI: iniziativa comunitaria per il servizio idrico in Nigeria

5. PRIVATIZZAZIONE: l'Italia ritira il suo supporto dal PPIAF; le ONG chiedono ad altre organizzazioni di seguire l'esempio

6. LIBANO: Tannoura in salvo grazie all'acqua 'grigia'

7. YEMEN: il qat porta via acqua e vita ai poveri

8. POVERTA' URBANA: reti idriche a bassa portata aiutano le baraccopoli a Manila, Filippine

 

Tecnologia

9. DESALINAZIONE: il WWF afferma che impianti a larga scala minacciano l'ambiente

10. FOGNE CONDOMINIALI: una risposta alla crisi dei servizi sanitari nelle aree urbane ?

11. SERBATOI PER ACQUA PIOVANA: meglio di dighe e impianti di desalinazione

 

Hanno detto...

a. Sim Jae-Duck, Chairman, World Toilet Association (WTA), Korea

 


1. DIRITTO ALL'ACQUA: la legislazione non sempre garantisce l'accesso all'acqua, afferma uno studio


Una formulazione costituzionale per il diritto all'acqua esiste solo in pochissimi paesi. Un diritto formale non necessariamente serve per far avere l'acqua ai cittadini. L'iniquità nell'accesso all'acqua persiste e i poveri sono quelli che ne pagano le conseguenze maggiori. I contenuti e gli elementi del diritto all'acqua devono essere radicati nella pubblica opinione e nella realizzazione di istituzioni appropriate. Queste sono le conclusioni di un rapporto dell'Università di Bradford nel Regno Unito che analizza le difficoltà che comporta la realizzazione pratica del diritto all'acqua.

Il rapporto in particolare dimostra che:

- In Sud Africa, il diritto all'acqua è stato promosso dal 1997 ma non ha avuto molto impatto sulla percentuale di persone che hanno accesso all'acqua.

- In Etiopia e in Gambia, la formalizzazione del diritto all'acqua non ha avuto nessun impatto sulla proporzione di persone con accesso all'acqua.

- In Uganda, il diritto all'acqua ha comportato un aumento significativo del numero di persone con accesso all'acqua.

- In Namibia, Eritrea e Tanzania, l'accesso è aumentato significativamente nonostante la mancanza di una legislazione che facesse esplicito riferimento al 'diritto all'acqua'.

E' evidente che la partecipazione popolare, il livello di responsabilità, le garanzie istituzionali e il il diritto all'informazione hanno un peso nel rendere le politiche sull'acqua più favorevoli per i poveri.

Il concetto di 'diritto umano all'acqua' inoltre va chiarito, e in particolare la differenza rispetto al concetto di 'diritto di proprietà dell'acqua'. Il termine 'diritto' non può essere limitato al 'potere' ma include elementi di immunità, privilegi e responsabilità. I diritti servono a poco se le persone non possono prendere azioni legali a garanzia di tali diritti: coloro che scrivono la legislazione pro-diritto all'acqua devono anche identificare cosa significa tale diritto in pratica.

Fonte: Time to articulate the right to water? ID21, http://www.id21.org/urban/u6pba1g1.html

Articolo: Anand, P.B. (2007). Right to water and access to water : an assessment.
Journal of international development ; vol. 19, no. 4 ; p. 511-526.
DOI:10.1002/jid.1386, http://dx.doi.org/10.1002/jid.1386


Siti web: Green Cross International - Water Treaty, http://www.watertreaty.org/;
The Right to Water, http://www.righttowater.org.uk/ ; WWC - Right to Water,
http://www.worldwatercouncil.org/index.php?id=1748



 

 



2. POLITICHE SULLA PRIVATIZZAZIONE: economicamente 'imperfette' afferma uno studio delle Nazioni Unite Indice

Le politiche favorevoli alla Partecipazione del Settore Privato nei paesi in via di sviluppo sono economicamente imperfette. Lo afferma una ricerca dell'UNRISD (United Nations Research Institute for Social Development) che utilizza 15 anni di esperienze di privatizzazione nel settore di acqua e servizi sanitari in tutto il mondo. Tali esperienze evidenziano da un lato un significativo conflitto tra sviluppo sociale, salute pubblica e ambiente, e riduzione della povertà, e dall'altro la ricerca del profitto dei privati.

I capitali stranieri hanno solo interesse verso grossi mercati dove sussistono pochi rischi, e l'assistenza allo sviluppo per acqua e servizi sanitari non va ai paesi meno sviluppati. Solo il 13 per cento dei paesi nel sud dell'Asia hanno esperienze di partecipazione privata, a differenza del 64 per cento dell'Asia Orientale.

Appare evidente che

- le multinazionali che dominano il mercato non sono interessate ai paesi poveri che non hanno attrattiva commerciale;
- per ridurre i rischi nei paesi più poveri, il settore privato predilige la fornitura del servizio ai benestanti nelle aree urbane, oppure va in cerca di sussidi, prestiti e rinegoziazioni degli accordi commerciali al fine di poter fornire il servizio ai più poveri;
- la privatizzazione normalmente aumenta il prezzo dell'acqua e aumenta l'iniquità dell'accesso

La privatizzazione non ha ottenuto i risultati sperati e esempi di fallimento e di difficoltà nel settore privato sono in aumento. D'altro canto, i gruppi pro-privatizzazione sono ben organizzati e stanno rivedendo il concetto di partenariato pubblico-privato. L'autore della ricerca afferma che le politiche sociali, come le tariffe a scaglioni, il consumo minimo gratuito, i sussidi incrociati e l'impossibilità a disconnettere, dovrebbero far parte integrante delle riforme del settore.

Fonte : Water and sanitation privatisation: do poor people benefit?, id21 http://www.id21.org/urban/u6np1g1.html

Articolo: Prasad, N. (2006). Privatisation results : private sector participation in water services after 15 Years. Development policy review, vol. 24, no. 6; p. 669-692.

Sito web: UNRISD - Social Policy, Regulation and Private Sector Involvement in Water Supply http://tinyurl.com/ypo582



 


3. CINA: 400 aziende chiuse per aver inquinato l'acqua Indice

L'istituto di sorveglianza ambientale della Cina ha fatto chiudere 400 industrie dal Luglio 2007, quando è partita una campagna nazionale per affrontare il problema dell'inquinamento delle risorse idriche. Lo ha affermato Tian
Weiyong, capo del dipartimento ambiente dell'Ente Statale per la Protezione Ambientale. Altre 762 aziende e progetti sono stati sospesi o sanzionati a causa di violazioni delle norme ambientali. Non ha fornito dettagli sulle aziende incriminate o sulle specifiche violazioni. Le industrie hanno pagato sanzioni nell'ordine di 97 milioni di dollari (70 milioni di euro), ha dichiarato Tian. La campagna ha lo scopo di 'pulire' le industrie. I corsi d'acqua cinesi sono pericolosamente inquinati dopo decadi di sviluppo economico rampante e di lassismo legislativo sui controlli ambientali.


Fonte: WaterTech Online, http://www.watertechonline.com/news.asp?N_ID=68099




 

 



4. RECUPERO COSTI: iniziativa comunitaria per il servizio idrico in Nigeria
Indice

Dal 2001, la ONG inglese "Concern Universal" ha portato avanti progetti su acqua e servizi sanitari a gestione comunitaria in Nigeria. Il modello utilizzato è caratterizzato da:

- progettazione di strutture a gestione comunitaria basate su istituzioni pre-esistenti, come i sistemi Age-grade (cfr sito web: http://en.wikipedia.org/wiki/Age_grade)
- addestramento della comunità su come diventare indipendenti su gestione e manutenzione dei pozzi
- soluzioni a basso costo, come protezione delle sorgenti e riabilitazione dei pozzi come alternativa alla perforazione di altri pozzi

Sistemi a recupero costi

Concern Universal è convinta che non esistono soluzioni standard per recuperare i costi e che i sistemi stabiliti dalle comunità sono più efficaci e sostenibili. Alcuni esempi:

- pagamenti per abitazione, in media 0.29 euro per abitazione al mese, per usi commerciali dell'acqua, come artigianato o vendita di riso;

- raccolta fondi per riparazioni facendo pagare l'acqua 'al secchio' finché il conto in banca della comunità non è in attivo, o usando parte dei profitti per centri sanitari a gestione comunitaria.

In ogni caso, nessuna comunità ha introdotto pagamenti 'al secchio' come metodo standard di recupero costi.

Altri elementi appresi dalle esperienze includono:

- un contributo comunitario è essenziale per la sostenibilità, ma è il principio che è importante, non il modo effettivo con cui tale contributo si realizza;
- per essere sostenibili, i processi di recupero costi dovrebbero coprire i costi di gestione e manutenzione
.

Fonte: id21 Insights, http://www.id21.org/insights/insights67/art04.html




 


5. PRIVATIZZAZIONE: l'Italia ritira il suo supporto dal PPIAF; le ONG chiedono ad altre organizzazioni di seguire l'esempio

Così come la Norvegia nello scorso febbraio, anche l'Italia ha ritirato la propria adesione al PPIAF (Public-Private Infrastructure Advisory Facility) un giorno prima dell'incontro annuale tenuto a L'Aia lo scorso Maggio. L'Italia sostiene che le "conseguenze negative" del sistema - fornire acqua e servizi sanitari ai poveri del mondo attraverso la privatizzazione - devono essere valutate attentamente.

Un gruppo di ONG che hanno avviato una campagna contro il PPIAF hanno lodato la decisione e hanno presentato una lettera aperta ai finanziatori del PPIAF - firmata da 138 ONG e da sindacati di 48 paesi - a un rappresentante del governo olandese.

Le ONG sono particolarmente critiche nei confronti dei finanziamenti al PPIAF che servono a costruire consenso su progetti che cercano di convincere le istituzioni nei paesi in via di sviluppo ad accettare la privatizzazione dell'acqua, specialmente se sono coinvolte le multinazionali.

Il PPIAF risponde alle critiche affermando che il suo sostegno va anche ai piccoli fornitori locali (privati) del servizio idrico. In una affermazione del PPIAF si dice che viene condiviso l'obiettivo di assicurare l'accesso a infrastrutture minime per tutti. Il PPIAF è un'organizzazione finanziata da più istituzioni e gestita dalla Banca Mondiale.

 

Fonti: WDM Campaigns - Public-Private Infrastructure Advisory Facility
http://www.wdm.org.uk/campaigns/water/ppiaf.htm ; PPIAF, http://ppiaf.org/



 



6. LIBANO: Tannoura in salvo grazie all'acqua 'grigia'

Indice

A Tannoura, nel Rasha Caza, Libano, le cabine telefoniche pubbliche sono state installate prima che la popolazione ricevesse acqua nelle proprie case. Le case del villaggio non sono mai state connesse al servizio idrico, l'acqua di falda è troppo profonda per essere un'opzione economicamente sostenibile e come se non bastasse l'unica sorgente naturale che in passato era l'unica fonte di acqua potabile è ora contaminata da infiltrazioni di acque reflue. La maggior parte delle abitazioni riutilizzano l'acqua due o tre volte prima di scaricarla nelle latrine. L'acqua usata per lavare i piatti e i panni è raccolta per essere usata per pulire i pavimenti, e poi raccolta di nuovo per lo scarico dei bagni.

Dal 2006 30 abitazioni a Tannoura hanno tratto beneficio dal progetto per il Trattamento e il Riutilizzo di Acqua Grigia, portato avanti dal Centro per la Promozione di Tecnologie Appropriate del Medio Oriente (Middle East Center for the Transfer of Appropriate Technology, MECTAT). Ogni abitazione è stata attrezzata con 3 o 4 strumenti per il trattamento dell'acqua; in essi avviene il trattamento anaerobico dell'acqua grigia, che dura 1-2 giorni, quindi l'acqua viene poi pompata in una rete di irrigazione installata nei giardini. "Grazie a questo progetto, posso finalmente usare il mio giardino che si era inaridito per coltivare vegetali e frutta per i miei figli usando l'acqua grigia che generiamo in casa, senza alcun costo e senza sforzi", ha dichiarato Amal Serhal, un residente di Tannoura. Il successo del progetto a Tannoura e in altre 9 città di Rashaya Caza dove il progetto è stato realizzato, potrebbe incoraggiare il governo ad adottare altri piccoli progetti simili, che sono semplici da realizzare e che portano risultati concreti per la popolazione.


Fonte: Environment and Development Magazine, http://www.mectat.com.lb/metopics/Tannoura%20Web/tannoura.htm

Sito web: IDRC - Grey water Treatment and Reuse for Water and Food Security in
Lebanon, phase II; http://www.idrc.ca/en/ev-100648-201-1-DO_TOPIC.html
Sanicon - Wastewater Reuse, http://www.sanicon.net/titles/topicintro.php3?topicId=
3

 

 

 

 



7. YEMEN: il qat porta via acqua e vita ai poveri Indice

In un pomeriggio qualsiasi in Yemen molti uomini stanno seduti, guidano o camminano lungo le strade portando in bocca una massa di qat delle dimensioni di una palla da tennis, che gonfia le loro guance dando l'impressione di aver bisogno di un dentista. I Yemeniti si fermano a masticare le loro foglie di qat per quattro, sei o anche dieci ore. Il qat, o catha edulis, è diventato il passatempo nazionale di questa povera terra araba di 19 milioni di persone, che gli esperti considerano una minaccia alla già fragile economia perché si porta via acqua preziosa. Il qat è di gran lunga il raccolto principale dello Yemen. Sanaa sta per finire le proprie risorse idriche e lo Yemen importa grandi quantità di alimenti perché coltiva quasi solo qat. Lo Yemen già si trova in condizioni di scarsità idrica, in parte a causa del qat, che potrebbe incidere ancora di più per la crescita demografica prevista al 3% annuo. Lo Yemen è uno dei paesi più poveri al di fuori dell'Africa, dunque la popolazione vede nel qat una fuga dalla difficile vita di ogni giorno e la vendita del qat rappresenta una preziosa fonte di reddito. Il Ministero dell'Agricoltura e dell'Irrigazione ammette che ha ignorato a lungo il problema, ma di recente ha cominciato a distribuire gratuitamente semi per raccolti alternativi in alcune aree che sono adatte a tali coltivazioni.


Fonte: Reuters, http://tinyurl.com/2q6hn8]

 

 

 





8. POVERTA' URBANA: reti idriche a bassa portata aiutano le baraccopoli a Manila, Filippine Indice

Acqua trasportata attraverso tubi a sezione ridotta non sono più dominio di imprenditori informali nelle aree dove il servizio pubblico non vuole o non può andare: le baraccopoli. Manila Water Company Inc. (MWCI), l'azienda del servizio pubblico, ha dimostrato che lo schema funziona, e l'Asian Development Bank (ADB) sta cercando di aiutare le aziende a dimostrare tale schema nelle varie opzioni possibili. Piccole tubature e pagamenti flessibili sembrano essere buone opzioni per il futuro. Nel 2005, MWCI ha cominciato a connettere le case (più di 40,000) lungo il canale Manggahan, occupato illegalmente da baraccopoli proliferate lungo i 9 chilometri che portano il canale verso Baia Laguna. Per risolvere i problemi tecnici che si presentano in aree così densamente popolate, MWCI ha pensato alla soluzione delle piccole tubature. Coinvolgendo quattro associazioni delle comunità locali dell'area, MWCI ha installato un contatore generale alla fine di una strada. I residenti a questo punto hanno da 1 a 3 anni di tempo per pagare una connessione privata che include tubature e un contatore privato. MWCI effettua solo la lettura del contatore generale, e un "capo rione" nominato dai residenti, legge i contatori privati e raccoglie i pagamenti.

In meno di un anno un'intero quartiere ha acqua di rubinetto pulita, per 24 ore al giorno. Lo schema ha i suoi contro. A volte, i capo rione fanno cattivo uso del denaro che hanno raccolto. Inoltre non hanno competenze legali per impedire agli abitanti che hanno la connessione di vendere la loro acqua illegalmente ad altre persone non connesse. L'ADB sta lavorando con l'altra azienda di Manila, Maynilad, per partire con un progetto pilota che utilizza lo stesso schema, ma che usa come partner imprenditori individuali. Lo schema vede altri progetti pilota in Sri Lanka e Vietnam.

Fonte: Water for All, http://www.adb.org/Water/actions/phi/water-small-pipes.asp



 

 



9. DESALINAZIONE: il WWF afferma che impianti a larga scala minacciano l'ambiente Indice

La desalinazione dell'acqua marina a larga scala e a uso energetico intensivo rappresenta una minaccia seria all'ambiente che potrebbe anche influire sui cambiamenti climatici, afferma un rapporto del WWF. L'impatto della desalinazione include l'accumulo del brine (il fluido salino scarto del trattamento), un aumento di emissioni di gas serra e la distruzione delle aree costiere. Ha dichiarato il WWF che nel momento in cui gli impianti di desalinazione diventano "le nuove dighe" si rischia che l'attenzione della pubblica opinione venga distolta da alternative meno costose e più sicure per l'ambiente come la conservazione dell'acqua, l'uso più efficiente dell'acqua e il riciclo dell'acqua.

Per quanto riguarda aspetti di equità, il rapporto afferma che "ci sono ben poche indicazioni che la crescente industria della desalinazione presti attenzione ai pressanti bisogni idrici dei paesi in via di sviluppo che si trovano in aree aride e con falde salate o contaminate." Il WWF vede un potenziale per la tecnologia dell'osmosi inversa usata per rimuovere contaminanti come l'arsenico e i fluoruri dall'acqua potabile delle zone rurali nei paesi in via di sviluppo.


Fonte: WWF, http://tinyurl.com/2phs6c

Rapporto: Dickie, P. (2007). Making water : desalination : option or distraction
for a thirsty world? Gland, Switzerland, WWF. File PDF: http://tinyurl.com/2natwq



 


10. FOGNE CONDOMINIALI: una risposta alla crisi dei servizi sanitari nelle aree urbane ? Indice

Il successo delle fogne condominiali in Brasile ha suscitato un interesse internazionale crescente nei confronti di questi sistemi, ha dichiarato François Brikké del WSP (Water and Sanitation Program). Il sistema delle fogne condominiali è stato sviluppato inizialmente in Brasile circa 30 anni fa, combinando la rete fognaria di un gruppo di abitazioni in un solo sistema. In aree urbane periferiche densamente popolate, questa opzione è spesso l'unica possibile.

Il sistema condominiale richiede che i condomini prendano decisioni collettive su dove posare le tubature, su quanto contribuire per la costruzione e su come sarà effettuata la manutenzione in collaborazione con l'azienda del servizio locale. Questo approccio partecipativo ha portato a una riduzione fino al 35% nei costi di costruzione e ha migliorato la gestione e la manutenzione dei sistemi, secondo il WSP.

Una misura del successo brasiliano è il fatto che i sistemi condominiali sono di fatto diventati uno standard sia nelle zone ricche che nelle zone povere di Brasilia, la capitale del Brasile. Tali sistemi sono stati installati anche in Bolivia, Perù e Ecuador.

WSP pubblicherà un rapporto tecnico sui sistemi nel corso del 2008.


Sito Web: Sanitation Connection - Low Cost Sewerage,
http://www.sanicon.net/titles/topicintro.php3?topicId=8


Fonte: WSP, Access, http://tinyurl.com/2nzx25


 



11. SERBATOI PER ACQUA PIOVANA: meglio di dighe e impianti di desalinazione Indice

Un nuovo studio australiano dimostra che gli impianti di raccolta dell'acqua piovana sono competitivi dal punto di vista dei costi con gli impianti di desalinazione, ma cinque volte più efficienti energeticamente, così da ridurre l'emissione dei gas serra. Ha anche rilevato che l'installazione di cisterne per l'acqua piovana nelle abitazioni potrebbe contribuire a posticipare fino a dieci anni la necessità di grossi progetti idrici come la costruzione di dighe.

Il Professor Ian Lowe della Australian Conservation Foundation (ACF), una delle tre organizzazioni ambientaliste che ha commissionato lo studio, afferma che i governi dovrebbero seriamente considerare l'acqua piovana come fonte alternativa. "C'è un risparmio enorme nel mettere serbatoi per l'acqua piovana al posto di grandi infrastrutture," ha detto.

Lo studio è stato condotto da un gruppo di economisti, Marsden Jacob Associates (MJA), per ACF, Nature Conservation Council (NCC) and Environment Victoria. Nel novembre 2006 MJA ha preparato un articolo sull'approvviggionamento urbano in Australia per il primo ministro e il consiglio dei ministri.

Rapporto: Pickering, P. and Whiteoak, K. (2007). The economics of rainwater tanks and alternative water supply options. Melbourne, Australia, Marsden Jacob Associates (MJA). Link: http://tinyurl.com/2f3a7t

Fonte: Sarah Clarke, ABC, http://www.abc.net.au/news/newsitems/200704/s1897777.htm

 

 

 


a.Sim Jae-Duck, Chairman, World Toilet Association (WTA), Korea Indice

"La responsabilità di fornire bagni pubblici è degli enti locali, che dovrebbero dunque anche finanziarli. I bagni pubblici dovrebbero essere gratuiti perché sono un diritto umano di base"

Sim Jae-Duck, Presidente della World Toilet Association (WTA).


Fonte: Thalif Deen , IPS / Asian Tribune
http://www.asiantribune.com/index.php?q=node/5822



 

 


Indice

 



 

 

 

 

Archivio Notizie